Spalletti ha dimostrato che al centro dell'attacco può mettere tanti giocatori, ma fanno fatica (e panchina) quelli che dovrebbero starci per definizione
Tutti centravanti, tranne loro. Per David e Openda, quelli che in teoria potrebbero far bypassare l’emergenza in attacco per l’assenza di un centravanti puro, la trasferta di Udine si è consumata ai margini. L’ingresso in campo del canadese nell’ultimo minuto di gara ha fatto più rumore dell’ennesima panchina del belga, bocciato su tutta la linea da Spalletti dopo i primi tentativi al suo arrivo sulla panchina della Juve. Fin qui il tecnico ha tenuto più in considerazione David, ma un po’ per le caratteristiche del match e un po’ per il suo momento di poca lucidità in zona porta, al canadese è stato riservato lo stesso trattamento di Openda. Fuori dai giochi entrambi.
falso 9
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In attesa di Vlahovic, in realtà, un centravanti Spalletti lo ha portato: a Udine c’era pure Milik, anche se il suo ritorno da protagonista dopo il lungo infortunio appare ancora lontano. Il ritorno in campo del serbo dovrebbe avvenire già nel prossimo match contro il Sassuolo: Vlahovic già nei giorni scorsi si è allenato con i compagni, ma alla vigilia di Udine ha riferito di non sentirsi ancora libero come avrebbe voluto (decisi i prossimi giorni di allenamento). Con il rientro rimandato, Spalletti ha pescato dal mazzo un nuovo falso nove: l’esperimento Yildiz non è andato bene, considerato che il turco ha pagato per la prima mezz’ora la fisicità dei difensori dell’Udinese e il match è cambiato solo quando si è sposato nella zona solita di sua competenza, ma cambiando i fattori la Juve ha trovato comunque le condizioni per affondare.
lista lunga
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Pochi avrebbero scommesso su Boga falso nove, invece il francese si è aggiunto con merito alla lunga lista dei calciatori provati da Spalletti per occupare l’area di rigore avversaria: oltre a McKennie, a fare un lavoro da centravanti ci ha pensato pure Koopmeiners, collocandosi davanti al portiere avversario in occasione del gol annullato a Conceiçao. Tutti sulla giostra, insomma, tranne loro: David, che per Spalletti è più un 10 che un 9 e mezzo e in questo momento paga anche la poca efficacia in chiave gol; e Openda, che è abile ad attaccare gli spazi in profondità, e dunque avrebbe avuto poco campo a disposizione con la linea abbastanza bassa dell’Udinese. Il problema, però, nasce dalle poche alternative che offrono entrambi. Mentre tutti gli altri trovano una collocazione funzionale nell’emergenza, mostrandosi duttili, sia David sia Openda finiscono per far fatica e tagliarsi fuori. Puntualmente.








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