Thuram, dove sei? Il francese involuto e irriconoscibile, senza Lautaro è un guaio

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Il ritorno del Toro è atteso perché, a parte Pio (a segno contro l'Atalanta), il resto dell'attacco latita. Soprattutto Marcus

Filippo Conticello e Roberto Maida

15 marzo - 16:17 - MILANO

Non ci sono solo Manganiello, il Var Gariglio e il putiferio finale a condire la giornataccia nerazzurra. Ben prima del disastro arbitrale, l’Inter ha misurato ancora una volta il problema più grande in questo periodo: senza Lautaro, si è aperta una voragine davanti e il rampante Pio la riempie soltanto in parte. Tra i big senza anima, ce n’è uno inghiottito dai propri demoni fino a diventare la controfigura di se stesso: vedendolo vagare spaurito in campo anche contro l’Atalanta, tutti si sono chiesti dove sia mai finito Marcus Thuram.

Non bastasse l’ormai solita mollezza, il francese ha clamorosamente fallito l’occasione del 2-0 nel secondo tempo: avrebbe cambiato completamente lo svolgimento del romanzo e azzerato il rischio di polemiche finali. In quell’azione, Mkhitaryan lo aveva liberato a tu per tu con Carnesecchi, ma il figlio di Lilian non ha la mira dei giorni migliori: ha sparato addosso al guardiano della Dea e ha poi sentito i mugugni di San Siro, teatro crudele per tutti, anche per i vecchi idoli. C’è la crudeltà dei numeri ad accompagnare Thuram, dopo un inizio con i fiocchi e un infortunio muscolare che ha frenato la corsa. La rete manca dall’8 febbraio, 34 lunghi giorni: da quando i nerazzurri sono andati a scampagnare a Reggio Emilia contro il Sassuolo. In questo 2026 le reti sarebbero comunque tre, ma le altre due sono arrivate solo all’alba dell’anno, tra il 4 e il 7 gennaio, nelle sfide al Bologna e quella successiva al Parma. Nel mentre, è proseguita l’esplosione di Pio, a cui anche ieri si sono appesi tutti, il pubblico e la squadra: pare proprio che Marcus soffra nell’inconscio il boom del compagno. Poi è arrivato l’improvvido infortunio di Lautaro a cambiare lo scenario: quando c’era il capitano l’Inter segnava 2,4 reti a partita, senza è precipitata a 1,25. Più chiaro di così, è difficile. 

Totem

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Chivu si è ostinato a tenere in campo Thuram e, al posto di Pio, ha lanciato l’altro francese: proprio quando sarebbe servita, però, è sparita pure la forza di “Angelo” Bonny. Adesso l’Inter spera in qualche segno di vita da parte di Marcus, che anche l’anno scorso, però, subì lo stesso pericoloso calo: inizio col botto segnando 7 gol nelle 7 iniziali, prima di smarrirsi, ritrovarsi e perdersi ancora sul lungo periodo (appena due reti dal tramonto del dicembre 2024 fino al termine del campionato). E nello stesso tempo, i nerazzurri non possono che bramare il rientro di Lautaro, totem e non solo bomber: punta almeno alla convocazione contro la Fiorentina, ma deve ancora finire la fase di riatletizzazione. Potrebbe rientrare in gruppo solo nella seconda parte della settimana. Più morbido, invece, il rientro di Calha, anche lui atteso come pioggia: da centrocampo in su, questa Inter ha infatti solo bisogno delle antiche certezze.

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