Il russo vince 6-3 7-6 (3) in un'ora e 37 minuti contro il numero uno al mondo: la cura Thomas Johansson sembra averlo rigenerato sul cemento, la superficie su cui qualche anno fa era dominante
Luigi Ansaloni
15 marzo - 01:36 - MILANO
Daniil Medvedev rovina la festa a chi era sicuro di una finale Sinner-Alcaraz e condanna il numero uno del mondo spagnolo alla prima sconfitta di questa 2026. Il russo batte Carlos nella semifinale di Indian Wells in due set (6-3 7-6 (3) in un'ora e 37 minuti) al termine di una partita bellissima, giocata splendidamente da Daniil, rigenerato e rinfrancato dalla cura di Thomas Johansson, con un Alcaraz fallosissimo soprattutto col dritto, sembrato stanco soprattutto mentalmente, che esce per il secondo anno consecutivo in semifinale sprecando anche due set point. Dalle 22 ora italiana, dunque, andrà in scena la sedicesima sfida tra Sinner e Medvedev, con l’azzurro avanti 8-7 negli scontri diretti. Per Jannik un’occasione grandiosa di recuperare 1000 punti in classifica ad Alcaraz e rilanciarsi così nella corsa per il n.1 del mondo.
Primo set
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Bentornati del 2021-2022, quando Daniil Medvedev dominava sul cemento. Il russo in versione vintage è micidiale in ogni fondamentale. Alcaraz è colto completamente di sorpresa. Lo spagnolo è apparso al di sotto del livello mostrato in queste settimane, certo, ma è il russo a fare i numeri. Tremendo al servizio (nessuna palla break concessa nella prima frazione), i colpi dell’ex numero uno del mondo sono precisi, profondi e angolati come ai bei tempi. Nel quarto gioco Alcaraz sembra controllare il game di servizio, ma dal 40-15 perde quattro punti di fila e Medvedev fa il break con l’unica occasione concessa in tutto il set. E sarà decisiva. Il russo continua a martellare a più non posso, soprattutto non concede niente, ma proprio niente, nei suoi turni di servizio, con il murciano che non riesce a trovare contromisure alla traiettorie del campione degli Us Open del 2022, specialmente nella diagonale del rovescio, dove il back litftato fa malissimo al sette volte vincitore slam. Alcaraz, vero, sbaglia qualcosa di troppo ma spesso sono errori provocati dalla profondità e dalla pesantezza di palla di Medvedev, che si prende il set per 6-3 in 35 minuti.
Secondo set
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Nel secondo set la partita non sembra cambiare nei primi game, quando quasi all’improvviso nel quarto gioco Medvedev cala al servizio e ci sono le prime due palle break del match per Alcaraz. Il russo salva la prima dopo uno scambio da 18 colpi, nella seconda la spara in rete, lo spagnolo sale sul 3-1, ma la fuga dura poco. Alcaraz incappa in un brutto turno di battuta, un doppio fallo rianima Medvedev che si procura due palle break e sfrutta l’occasione. Tutto da rifare per Carlitos, che non riesce a trovare una soluzione al lungolinea di rovescio del russo. Nell’ottavo game Alcaraz ha una palla break, ma Medvedev la annulla con un rovescio meraviglioso. Lo spagnolo continua a sbagliare di dritto, non nella sua miglior serata, ma sul 5-4 all’improvviso azzecca tre punti di fila e si guadagna un set point, annullato da Medvedev, se ne guadagna un altro con una spettacolare volée in controtempo, ma il russo dice no con una prima vincente e pareggia i conti. Alcaraz sbaglia ancora e regala due mini break al russo, che vola 4-1 e non si volta più indietro, vincendo l'incontro. Medvedev esulta, e tutti noi gli diamo il bentornato: il tennis ne aveva bisogno.











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