Sighel, che beffa: trascinato giù da un avversario, viene squalificato anche dai 1500

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Dopo aver vinto l'oro nella staffetta mista, solo lacrime per il pattinatore azzurro

Andrea Buongiovanni

Giornalista

14 febbraio - 22:19 - MILANO

La maledizione di Pietro Sighel. Era uno degli azzurri più attesi dell’intera Olimpiade. Ma vinto l’oro da protagonista con la staffetta mista - il suo arrivo a spalle voltate rispetto al traguardo resterà nella memoria di tanti - ha dovuto fare i conti con la cattiva sorte. Giovedì squalificato nei quarti dei 1000, ora in quelli dei 1500. E, prima e durante, le querelle con Arianna Fontana: "Non sappiamo chi sia, non è in squadra da otto anni" aveva dichiarato lui prima dei 1000. Con la valtellinese a replicare venerdì: "Non merita la mia attenzione, fosse così sarei rimasta all’estero senza andare a Bormio per preparare le staffette". E chiusura, poche ore più tardi, con un post social di Pietro nel quale ha tra l’altro scritto: "Non intendevo sminuire nessuno: lei è una campionessa e ha fatto la storia dello short track, quando uno raggiunge certi traguardi si applaude". 

la squalifica

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Ma conta soprattutto la pista. Il 26enne trentino, giovedì nei quarti di 1000, in partenza della terza batteria, è il quarto dall’interno. Non la posizione migliore. Ma nei 1000 conta relativamente. Il pinetano, nel tentativo di trovare l’assetto giusto, cambia traccia: entra pericolosamente in contatto col polacco Niewinski, che si sbilancia e si rialza. Sighel passa dalla terza alla seconda posizione, quindi alla prima. Controlla, fa l’andatura senza spingere, gestisce. Alla campana apre il gas e taglia il traguardo per primo. Vanamente: tra i fischi, con un’applicazione del regolamento molto fiscale, viene squalificato. Nella sua specialità preferita, quella nella quale in questa stagione ha vinto la Coppa del Mondo. 

la beffa

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Il finanziere, due giorni più tardi, ci riprova nei 1500. È nella sesta e ultima batteria, con i compagni Luca Spechnhauser e Thomas Nadalini già promossi alle semifinali. Dovrebbe essere una formalità o poco più. Pietro, concluso il sesto dei tredici giri e mezzo previsti, è tranquillo al centro del gruppo di sei: ma l’olandese Emons, che lo guida, ha un brusco cambio di direzione. L’ucraino Hendei, che gli sta alle spalle, cade e trascina a terra l’azzurro. Il regolamento parla chiaro: viene "protetto" e quindi promosso d’ufficio solo chi, danneggiato, si trova in quel momento in prima o in seconda posizione. Anche in gare nelle quali ad avanzare saranno i migliori tre. Sighel, al momento del patatrac, è proprio al terzo posto e quindi non può appellarsi a nulla. La regola, "spinta" dall’associazione allenatori, è stata introdotta diversi anni fa, proprio per evitare un numero esagerato di promozioni a tavolino e garantire, quindi, l’equità delle competizioni. Sighel ne resta vittima…

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