Primo passo per rallentare il tumore del pancreas

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(di Enrica Battifoglia)

E' possibile rallentare la crescita di uno dei tumori più aggressivi, quello del pancreas, ormai candidato a diventare entro il 2030 il secondo tumore killer a livello globale. E' solo un primo passo perché il risultato è stato ottenuto in laboratorio su topi e aggregati di cellule, ma si è finalmente trovata una strada per rallentare la sua crescita rapidissima e finora inarrestabile. "Una corsa contro il tempo", l'hanno definita i ricercatori guidati da David Tuveson, direttore dal Centro per la ricerca sul cancro del Cold Spring Harbor Laboratory. L'articolo è pubblicato sulla rivista Cancer Research e la prima firma è dell'italiana Claudia Tonelli, che ha conseguito il dottorato in medicina molecolare all'Istituto Europeo di Oncologia a Milano.

    La strada per vincere questa corsa contro il tempo è ancora molto lunga, ma incoraggia il fatto che la prima arma scoperta dai ricercatori è la possibilità di riconoscere la malattia nelle primissime fasi, rendendo in questo modo possibile la diagnosi precoce; la seconda arma è nel fatto che la sostanza sperimentata in laboratorio per frenare la crescita del tumore è un farmaco già utilizzato nella clinica.
    La chiave di entrambi questi progressi è la scoperta di un gene amico del cancro (oncogene) che finora era noto solo per altre forme di tumore. "Oltre il 95% dei tumori del pancreas hanno mutazioni del gene Kras, che - osserva Tonelli - è l'oncogene all'origine di questa malattia. Ora abbiamo scoperto che un altro gene, chiamato Fgfr2, gioca un ruolo nell'amplificare l'azione del gene Kras. Quando questo avviene, il tumore del pancreas diventa più aggressivo".

    Il gene è stato osservato all'opera negli esperimenti sui topi e su organoidi, ossia su modelli di tessuto del pancreas ottenuti coltivando cellule staminali. Il centro diretto da Tuveson è stato un precursore nella messa a punto di questi modelli dei tumori, che sono veri e propri laboratori naturali nei quali studiare la malattia e sperimentare farmaci. Sempre lì dieci anni fa sono stati realizzati i primi organoidi del pancreas e ottenuti i primi topi modello della malattia, permettendo di studiarla a fondo. Adesso sono arrivati i primi risultati.

    I ricercatori non si sono infatti limitati a osservare il comportamento del gene Fgfr2, che è noto per essere un alleato di altre forme di tumore. Tanto che esistono farmaci che permettono di bloccare l'azione di questo gene in altre forme di cancro, alcuni già utilizzati e altri in dirittura d'arrivo.
    Tonelli e i suoi colleghi hanno quindi utilizzato uno di questi farmaci sia negli animali sia negli organoidi modello del tumore del pancreas. Osservando il farmaco in azione, inoltre, sono riusciti a individuare il momento ideale per somministrarlo in modo da rallentare in modo significativo la formazione del tumore.

    Risultati ancora migliori sono stati osservati quando insieme ai farmaci contro il gene Fgfr2 sono stati utilizzati anche quelli diretti contro la proteina Egfr, nota per essere iperattiva nel cancro al pancreas, con il risultato di bloccare sul nascere la malattia in molti dei modelli.
    "Con un numero crescente di inibitori di Fgfr2 che entrano in clinica, il nostro studio getta le basi per esplorare il loro utilizzo in combinazione con inibitori di Egfr per l'intercettazione del cancro al pancreas", afferma Tonelli. I pazienti con una storia familiare di cancro al pancreas sarebbero probabilmente tra i primi candidati in una futura sperimentazione basata su questa ricerca. 

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