Eliminare l’Inter e poi alzare il trofeo consentirebbe ai rossoneri di partecipare sicuramente all’Europa League nella prossima stagione
Con la qualificazione alla Champions che dopo domenica è diventata una missione impossibile, il Milan ha ancora più l’obbligo di non sbagliare il derby d’andata di Coppa Italia di domani sera. Contro l’Inter in palio non c’è solo la possibilità di andare a giocarsi nella finale di Roma del 14 maggio il secondo trofeo stagionale, ma anche la qualificazione diretta alla prossima Europa League. D’accordo, lo scorso agosto il risultato minimo era l’ingresso tra le prime quattro, ma le cose sono andate diversamente rispetto a come la dirigenza sperava. E adesso è necessario aggrapparsi alla Coppa Italia pur di non stare un anno senza coppe europee. L’ultima volta è successo nel 2019-20 complice l’accordo con la Uefa ratificato davanti al Tas e successivo al mancato rispetto del Fair play finanziario.
beffa
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Con le dirette concorrenti che hanno tutte allungato in classifica, raggiungere la qualificazione anche alla Conference League attraverso il campionato per Maignan e compagni è sempre più complicato. Perché in questo finale di torneo ci sono quattro “spareggi” contro Fiorentina (sabato), Atalanta, Bologna e Roma e perché contro le formazioni che lo precedono, il Diavolo finora ha fatto molto fatica. La tendenza, almeno in Serie A, è stata confermata al Maradona, mentre nelle coppe la marcia dei rossoneri è stata migliore visto che in Champions è arrivata l’impresa contro il Real Madrid, in Coppa Italia la vittoria con la Roma e in Supercoppa italiana le affermazioni con Juventus e Inter. E proprio i nerazzurri, contro i quali a Riad è stato alzato al cielo il trofeo numero cinquanta della storia del club di via Aldo Rossi, sono sulla strada che porta alla finale di Coppa Italia. Dopo lo scudetto della seconda stella vinto la scorsa stagione in casa dei cugini, gli uomini di Inzaghi vorrebbero azzerare (o quasi) le loro chance di giocare in Europa nel 2025-26. Per il popolo milanista sarebbe un ulteriore tappa di un calvario.
milioni e tournée
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L’Europa League non garantisce certo i milioni della Champions (quest’anno dall’Uefa ne sono arrivati oltre sessanta), ma facendo un percorso importante, può dare qualche soddisfazione a livello economico. Diciamo... una ventina di milioni più gli incassi al botteghino. Soldi importanti per il bilancio come quelli che porterebbe alzare la coppa nazionale (in tutto undici-dodici milioni) e partecipare alla prossima edizione della Supercoppa italiana. E poi c’è la questione legata al brand: non sfidare i top club del Vecchio Continente sarà una brutta botta e affrontarli nel prossimo pre campionato (il 26 luglio a Hong Kong amichevole con il Liverpool; probabile un test anche contro l’Arsenal a Singapore) non è una consolazione, ma forse un motivo in più di rammarico.
mercato
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L’Europa League o la Conference League non sono attraenti come la Champions, soprattutto per i grandi giocatori, ma non avere neppure un palcoscenico europeo da offrire, per Furlani, Ibra, Moncada e il nuovo ds non sarebbe certo il massimo e certe trattative rischierebbero di complicarsi. Se a gennaio Walker, Joao Felix e Gimenez hanno scelto il Diavolo con la prospettiva di far strada in Champions (missione poi miseramente fallita), la prossima estate altri potrebbero fare un ragionamento di un altro tipo. A dispetto del fascino che un club come il Milan e una città come Milano esercitano su tanti calciatori.