Pizzagate, il suprematismo bianco e il body shaming: Bogut e l'incapacità di non schiacciare "invia"

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Andrew Bogut of the Golden State Warriors hangs onto the rim after getting past Timofey Mozgov (L) of the Cleveland Cavaliers to score in Game 1 of the 2015 NBA Finals in Oakland, California, on June 4, 2015. The Warriors defeated the Cavaliers 108-100 in overtime.  AFP PHOTO / FREDERIC J. BROWN (Photo by FREDERIC J. BROWN / AFP)

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L'australiano, campione coi Warriors nel 2015, è sempre al centro di controversie legate ai sui post sui social, dalle accuse di pedofilia a Hillary Clinton alle sospette simpatie per l'estrema destra omofoba e razzista

Massimo Oriani

Giornalista

5 maggio - 10:13 - MILANO

Dici "Pizzagate" e la prima cosa che ti viene in mente è una bella Napoli o una Quattro Stagioni. Quale scandalo ci possa essere dietro un gustoso trancio, boh, vallo a capire. E, soprattutto, cosa diavolo c'entra Andrew Bogut, ex centro australiano con una discreta carriera Nba? Aggiungeteci un pizzico di misoginia, di omofobia, di body shaming e una spruzzata di teorie cospiratorie, et voilà, le jeux sont faits. Vi siete persi? Calma, c'è una spiegazione a tutto, ci arriviamo.

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