Il tecnico ha tenuto la rotta del club fra blocchi di mercato, infortuni e ostracismo dei tifosi conquistando comunque la finale di Coppa Italia e andando a -4 dalle big di A in campionato
Non c’è dubbio, ed è giusto così, che tutte le attenzioni siano concentrate sulla corsa Champions. Con tre allenatori da copertina - Allegri, Spalletti e Gasperini - che (Como permettendo) si giocheranno gli ultimi due posti disponibili. Di sicuro uno di loro - tre maestri di calcio, con un curriculum indiscutibile - finirà ai margini della competizione più importante, che regala prestigio e denari. Quei soldi indispensabili, in tutti e tre i casi, per guardare al futuro, al mercato, con maggiore convinzione e ottimismo. In tutto questo c’è Sarri - scudettato come Conte, Allegri, Spalletti, e adesso anche Chivu - di cui si parla pochissimo. Ma che, agli sgoccioli di una stagione che più tormentata non poteva essere, ha tutto il diritto di rivendicare il lavoro fatto. Proprio perché, a memoria, è difficile trovare condizioni così “estreme” da dover superare nel giro di nove mesi.








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