Multe emissioni auto, la Commissione Ue approva il rinvio

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Esteso a tre anni il tempo che i costruttori avranno per adeguarsi ai nuovi limiti sulla CO2. Fino ad allora non ci saranno sanzioni. L'emendamento a questo Regolamento europeo dovrà essere votato da Parlamento e Consiglio

1 aprile - 18:05 - MILANO

Non si smuove da quel poco che ha annunciato: la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha approvato la proposta diffusa all'inizio di marzo per evitare che i costruttori automobilistici paghino miliardi di euro in multe da sforamento dei nuovi limiti di emissioni di CO2 sui veicoli nuovi venduti dall'inizio di quest'anno. La Commissione ha proposto (il processo di formazione delle leggi europee prevede che la Commissione proponga una norma, poi si apre una trattativa, il cosiddetto trilogo, con Parlamento e Consiglio per negoziare la versione finale) un emendamento al Regolamento europeo 2019/631, il quale impone dal 1° gennaio 2025 che ogni autovettura o veicolo commerciale leggero di nuova immatricolazione non superi emissioni massime di 93,6 g/km di CO2 come media di flotta.

emissioni co2 ue, tre anni di tempo

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Nella versione attualmente in vigore del Regolamento, i costruttori che non si adeguano sono sottoposti ad una multa di 95 euro per ogni grammo di sforamento di ogni veicolo immatricolato. La logica iniziale del provvedimento prevedeva un elevato aumento nelle vendite di auto elettriche. Previsione molto ottimistica, troppo per la realtà. Così l'industria automobilistica attiva nell'Unione europea si trova alle prese con la prospettiva di sborsare una valanga di quattrini in multe, si stimano circa 16 miliardi di euro in totale. Le accese rimostranze del mondo industriale, politico e sindacale hanno indotto la Commissione a fare qualcosa: diluire su tre anni il calcolo delle emissioni di flotta invece che eseguirlo per ogni singolo anno. Non si pagherà nulla nel frattempo. Basterà? Molti osservatori ritengono che tale misura sia insufficiente. Ora la palla, o il cerino acceso, passa a Consiglio europeo e Parlamento.

La Gazzetta dello Sport

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