Giorgia Meloni difende il premierato: serve a "restituire il potere ai cittadini" e ad assicurare "stabilità" ad ogni governo, altro che "pieni poteri", rivendica davanti alla platea di Noi Moderati. La stoccata è diretta alle opposizioni, che da giorni martellano sulla riforma costituzionale e sulla modifica della legge elettorale auspicata dall'esecutivo.
Due terreni di scontro (attigui) destinati a restare aperti ancora a lungo. Per ora, è sul caso degli inviti ad Atreju - la storica kermesse di FdI - che Meloni raccoglie una prima vittoria: aver creato lo scontro tra Pd e M5s.
La premier alla richiesta di un faccia a faccia da parte di Elly Schlein ha rilanciato con la proposta tattica di un confronto a tre che coinvolgesse anche Giuseppe Conte, nel dubbio su chi dei due sia "il leader dell'opposizione".
Una risposta che ha, di fatto, portato al naufragio del dibattito iniettando veleno nel rapporto tra i due 'alleati'. "Vengo a sapere che Elly Schlein, saputo della mia presenza ha preferito ritirarsi", afferma il presidente del M5s, dicendosi "dispiaciuto".
"Potevamo affrontare insieme" temi che sono "urgenza per il paese", come "le centinaia di miliardi in armi" che andrebbero "investiti in sanità. "Potevamo veramente incalzare Meloni su queste questioni", aggiunge. Conte, quindi, rispedisce al mittente le ricostruzioni secondo cui avrebbe giocato di sponda con FdI in chiave anti-Schlein e racconta: dopo "la sfida pubblica" lanciata da Schlein' a Meloni, "Fratelli d'Italia ha sentito il mio staff 'per chiedere se eventualmente fossi disponibile a fare un confronto a tre. Io ho detto: 'Scegliete voi" ma "facciamolo questo confronto!'".
Sul fronte dem, dopo che la segretaria aveva bollato l'uscita di Meloni come "ridicola", l'eurodeputato Dario Nardella replica al leader pentastellato: "Se ci dividiamo anche sulla partecipazione ad Atreju, non facciamo altro che fare il gioco delle destre".
"Vorrei chiedere a Conte se è utile continuare a discutere per giorni del circo della Meloni", punge l'ex ministro Andrea Orlando. Frasi che suscitano una certa irritazione tra gli esponenti del Movimento per esser stati "tirati per la giacchetta" e "messi in mezzo". "Se parlano di circo Meloni perché volevano partecipare?", commenta off the record uno dei big del partito.
"Non bisognava entrare dentro quella trappola", sintetizza il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. "È bastato un invito ad Atreju e il campo largo si è dissolto come la nebbia", l'analisi di Osvaldo Napoli di Azione. E nel dibattito si inserisce anche Rocco Casalino, storico portavoce dei 5 stelle, secondo cui "Schlein ha sbagliato tutto. Il punto non è solo l'offesa agli alleati. È l'occasione persa per il Paese. Pensava di usare il giochino del format a due per imporsi come leader dell'opposizione. Ma la leadership non si autoproclama", "ti viene riconosciuta da una comunità politica". Getta acqua sul fuoco, invece, Angelo Bonelli, che - ancora una volta - esorta gli alleati ad "impiegare le energie per accordarci sul programma" del centrosinistra.
Nell'agone entra pure Matteo Salvini che - chiamato in causa da Schlein (Meloni vuole anche Conte? "Porti pure Salvini") - si propone a sua volta come interlocutore per Conte: "Mi farebbe piacere confrontarmi con lui ad Atreju il 14 dicembre, anche perché saranno i giorni immediatamente successivi alla decisione della Cassazione per il caso Open Arms. Sarebbe interessante discutere con Conte, visto che la difesa dei confini era una battaglia che diceva di condividere fino a quando non decise di allearsi col Pd pur di restare al potere. Attendo una risposta". Anche questa volta, l'istanza sembra cadere nel vuoto.
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