La comunità iraniana che vive a
Messina ha manifestato contro il regime islamico degli Ayatollah
con una manifestazione nella Galleria Vittorio Emanuele. Un
sit-in organizzato dalle studentesse iraniane e dagli studenti
iraniani che studiano, lavorano e vivono nella Città dello
Stretto e a cui hanno preso parte oltre centocinquanta persone.
Una manifestazione a cui ha partecipato anche il movimento Donna
Vita Libertà.
C'era la ventottenne Ella Nezam che studia scienze politiche
e che vive a Messina dal 2022: "Nel giorno di San Valentino e
dunque in una giornata simbolica vogliamo scendere in piazza per
manifestare contro il regime islamico - ha detto - io ho
lasciato l'Iran e la mia famiglia per inseguire il mio sogno:
studiare".
Anche la ventitreenne Nasim Hallajian studia scienze
politiche: "Oltre 50.000 persone sono state uccise in Iran
dall'8 gennaio - ha ricordato - una tragedia senza fine".
E poi c'era Sara Goodarzi che studia scienze cognitive: "In
Iran - ha affermato - c'è un regime illegittimo e totalitario.
Vogliamo un'alternativa. Gli iraniani hanno bisogno di un leader
vero. Per noi solo Reza Pahlavi può guidarci: è il figlio del
nostro ultimo monarca".
La ventenne Sara Goodarzi ha perso una delle sue migliori
amiche: "Bahareh non c'è più - ha spiegato - vivevamo nella
stessa città. Era originaria di Nishapur. Una ragazza piena di
sogni e speranze. Era molto bella e lavorava nel mondo del
modeling. Aveva solo diciassette anni. Era in procinto di
emigrare in Italia. È stata uccisa il 9 gennaio dal governo
assassino della Repubblica Islamica".
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