Leao, un futuro ancora da scrivere e il colloquio con Amorim: passa tutto da lì

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Dopo il Mondiale Rafa parlerà con l'allenatore e si capirà se esistono margini per andare avanti insieme. Per il club però resta uno dei primi nomi sulla lista dei cedibili

Marco Pasotto

Giornalista

29 giugno - 20:05 - MILANO

L'orizzonte da scrutare è per forza di cose quello dietro l'angolo. Quello più vicino. Ovvero la sfida nella sfida con il compagno di spogliatoio rossonero Modric, in programma all'1 (ora italiana) del 3 luglio. Nella testa di Rafa Leao ora come ora c'è soltanto - com'è giusto che sia - Portogallo-Croazia. Il tempo dei gironi, dei calcoli e delle partite di "riscaldamento" è finito. Adesso si inizia a fare sul serio, si passa al dentro-fuori e Rafa vuole dare continuità alle ultime due partite. Con l'Uzbekistan ha finalmente ritrovato le belle sensazioni del gol, con la Colombia ha confermato di essere in fiducia e in condizione anche se in tre uscite Martinez l'ha tenuto in campo soltanto 46 minuti.

mercato

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Leao pensa alla Croazia, certo, ma allo stesso tempo non può cancellare del tutto il Milan dai suoi pensieri. Tendiamo a escludere che Rafa ne possa parlare con Luka quando si incroceranno, però è indubbio che siano accomunati da un destino incerto. Solo che il croato, grazie all'esperienza dei suoi 40 anni, è stato un filino più accorto nelle sue dichiarazioni. Deciderà dopo il Mondiale, inutile provare a estorcergli qualcosa in più. Leao invece arriva dalle forti turbolenze generate tra fine maggio e inizio giugno, quando in termini comunicativi ha sbagliato tutto lo sbagliabile, informando l'universo di considerarsi a fine corsa col Milan e auto-collocandosi sul mercato. Con una banale predilezione per Inghilterra e Spagna, paesi da cui però nel frattempo non s'è fatto vivo nessuno. La realtà dei fatti racconta che non c'è esattamente la fila davanti alla porta di Rafa, e quindi occorre contemplare tutti gli scenari.

scenari

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E' sicuramente anche per questo che nei giorni scorsi il portoghese ha speso parole molto meno drastiche sul proprio futuro: "So che Amorim è un allenatore molto bravo, ha fatto bene in Portogallo, allo United non è andata come voleva ma resta un grande allenatore. Deciderò la mia vita dopo il Mondiale". Parole che possono contenere qualsiasi scenario, a questo punto. Intanto, partiamo da una considerazione certa: Leao agli occhi del club è uno dei primissimi nomi nella lista dei cedibili. Lo sarebbe stato anche senza il suo coming out di un mese fa. Se lui considera(va) chiuso il matrimonio col Diavolo, lo stesso vale per la società. E se a questo aggiungiamo che, pur essendo uscito dal settlement agreement, il Milan non può iniziare a spendere senza un criterio, è ragionevole pensare che a RedBird faccia gola il potenziale incasso dalla cessione di Rafa dopo l'esborso per Gonçalo Ramos.

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Di quella cinquantina di milioni però per adesso non c'è nemmeno l'ombra. Quale, quindi, il prossimo passo? Probabilmente quello decisivo: un faccia a faccia, o quanto meno una telefonata, con Amorim per capire quale strada prendere. Per capire se è una strada segnata o magari esiste un bivio. Di certo il giudizio del neo tecnico rossonero sarà cruciale: a giudicare dalle dinamiche delle ultime settimane, Amorim è un allenatore che conta di più rispetto ai suoi predecessori. La sua valutazione sarà tenuta in grande conto. Se sarà pollice verso, occorrerà che Rafa porti in via Aldo Rossi un'offerta all'altezza. Se sarà pollice alto - attualmente l'ipotesi meno probabile -, dovrà iniziare un paziente e laborioso lavoro di ricucitura con l'ambiente e contemporaneamente sul campo per assimilare le richieste del tecnico. Che sono, da sempre, molto chiare: sugli esterni serve la doppia fase, serve intensità, serve pressione, servono raddoppi. E serve avere continuità: a 27 anni Rafa riuscirebbe a rimettersi in gioco in un modo così totale?

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