I trascorsi dicono che va avanti chi subisce meno. Eppure in questo torneo bomber dominano, i portieri si prendono la scena, ma dietro non emerge un fuoriclasse
Messi. Mbappé. Haaland. Vinicius. Dembélé. Kane. Olise. Sempre più il Mondiale degli attaccanti, dei fuoriclasse, dei campioni da copertina che fanno sognare. Nella fase a gruppi sono stati segnati 215 gol, in media 3 a partita. Un Mondiale si vince però con tutti i reparti e noi ne sappiamo qualcosa. Nel 2006 Buffon e Cannavaro erano disumani, insuperabili, e Nesta, Barzagli e Materazzi che si alternarono nel ruolo di secondo centrale, tra infortuni e squalifiche, non lasciarono passare uno spiffero. Soltanto due gol subiti dagli azzurri: un’autorete e un rigore. Zero su azione. Anche nel 1982, oltre le meraviglie di Paolo Rossi, la difesa con Zoff, Gentile, Collovati e Scirea era la migliore del mondo. I Mondiali hanno esaltato Beckenbauer e Passarella, Roberto Carlos e Thuram, Sergio Ramos e Piqué, Thiago Silva e Maldini, Krol e Moore… Ma qui in America?
Grandi nomi
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Qui in America non c’è un nome che si sia imposto all’attenzione. Non ancora. Sicuramente stanno disputando un torneo ad alto livello due big, Van Dijk e Marquinhos, 34 e 32 anni rispettivamente: non devono dimostrare niente. Sono ancora i migliori. Grande attesa per Gabriel, l’altro centrale del Brasile. Sicuramente la Francia colpisce per ora più per le punte che per Upamecano e Saliba. Non che stiano giocando male, ma sembra che le difese agiscano più che altro collettivamente. Nella Spagna, per esempio, Cubarsì, ancora diciannovenne e con margini di crescita enormi, e Laporte sono due sicurezze, ma è difficile per le avversarie avvicinarsi alla porta di Simon. Discorso non tanto diverso per Romero e Lisandro nell’Argentina, molto protetti dal blocco squadra.
Portieri
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Con le piccole che si chiudono in due linee (4+5 o 5+4, dipende) si creano molte situazioni di affollamento nelle aree, si moltiplicano le respinte di corpo, gli attaccanti sono circondati più che semplicemente marcati. E si stanno esaltando i portieri: il che significa che gli attaccanti si liberano e vanno al tiro, oppure che non ci sono ancora misure per impedire i contropiedi velocissimi. Room (Curaçao), Vozinha (Capo Verde), Mpasi (Rep. Dem. Congo) in prima pagina, ma anche Alisson, Maignan, i big insomma, sono importanti. L’olandese Verbruggen piace, come Suzuki nel Giappone. Media alta. Neuer è parso un po’ imbolsito, ci sono state diverse “papere”, da Muslera a Zidane, per non parlare dei portieri dell’Iraq, ma per ora non sono i portieri il problema.
Su e giù
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Come reparto sembra interessante quello messicano (Montes e il genoano Vasquez): non ha ancora concesso un gol. Non ha incantato finora l’atteso Muharemovic che nei playoff con Galles e Italia era stato dominante. Male Koulibaly, i belgi, anche Gvardiol. Bene Akanji, bene i centrali Usa. Era una pedina chiave il tedesco Schlotterbeck prima del ko, interessante il Giappone come reparto. Spagna e Argentina al momento sembrano le più blindate dietro. Non c’è ancora un Beckenbauer e neanche un Cannavaro. Ma con gli scontri dentro o fuori può darsi che i duelli in area si moltiplichino ed emerga il grande difensore. Il Mondiale ha bisogno anche di lui.







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