Appena dopo la pole in Austria, l'inglese ha esultato con una battuta che è sembrata indirizzata ad Antonelli. Lui nega: "Assolutamente no, non ci ho pensato, non voglio chiarirlo perché non c’era niente di intenzionale, ho passato tanto tempo in Italia coi go kart". Ma la sfida tra i due è ormai accesa
Solo una sana (in)consapevole libidine salva il giovane - George Russell - dallo stress del duello con Kimi Antonelli. Ascoltare il team radio per credere: dopo la pole in Austria, il principino britannico della Mercedes si è lasciato andare a uno sfottò molto very italian. Fatto con una certa classe, s’intende. Russell ha festeggiato il primo posto urlando: “Stay calmo, stay calmo”. Al netto della Oxford grammar, una sola cosa voleva dire Russell: ehi Kimi, la strada è ancora lunga. Lui dice no, nega tutto: “Era un messaggio particolare? Non ci ho pensato, non voglio chiarirlo perché non c’era niente di intenzionale, ho passato tanto tempo in Italia coi go kart", ha detto Russell. La pole al Red Bull Ring è però un segnale per tutti quelli che avevano già dato Russell per scontato. E soprattutto che lo avevano dato secondo dietro l’italiano Antonelli. Invece no, c’è anche lui. Stay calmo.
la prima lotta
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Il primato austriaco è però anche la lotta che si accende tra i due. La Formula 1 ha bisogno di sfide così, accese e vere, ma quella tra George e Kimi ha i suoi contorni, le sue modalità. Tra i due c’era stata maretta in Canada. Antonelli si era lamentato del compagno di squadra: “Non si fa così. Dovrebbe essere penalizzato, io ero accanto allo specchietto”. Al giro 6 della Sprint, Kimi si era avvicinato al leader della corsa, il compagno di squadra. In curva 1, l'italiano era andato all'esterno di Russell con una manovra molto ottimista, era finito sull'erba e non era riuscito a prendere il primo posto. Peter Bonnington, il suo ingegnere di pista, aveva cercato di tranquillizzarlo: "Mantieni la calma, concentrati su Norris e sulla guida". Risposta furiosa di Kimi: "Non mi interessa, mi ha spinto fuori”. A quel punto era intervenuto anche il team principal Toto Wolff: "Kimi, pensa a guidare, non a lamentarti”. Nel giro di rientro dopo la bandiera a scacchi, Antonelli era tornato sul tema: "Se si può correre così, buono a sapersi". E Wolff era stato costretto a intervenire di nuovo: "Ne parliamo tra noi dopo, non qui, va bene?”.
la risposta di kimi
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Se quella fu la prima pietra su cui posare un nuovo carattere di Antonelli (non più ragazzino innocente, ma leone che sa ruggire), la sfida con Russell è più ampia e bella. A Monaco si era fatta persino dialettica. Dopo Montreal, Russell aveva affermato che il mondiale era ormai in mano al compagno di squadra. Kimi si fece una risata: “Quando l’ho letto mi è uscito un po’ un sorriso, perché parlare di queste cose così presto non ha senso. A ben pensarci poi, come fai a perdere qualcosa che non hai? Il campionato non è che l’ho vinto, quindi cosa ho da perdere?”. I due posano insieme per nuovi marchi di casa Mercedes (anche di moda) e scherzano. Antonelli, raccontano, è un grande ideatore di scherzi. E ovviamente ce ne sono per tutti, anche per Russell. Che, da buon inglese, risponde senza scomporsi troppo. Come quella volta che Kimi ha disegnato i baffi sul pass di Russell: “George, George, George. Mai dimenticare il tuo badge. Soprattutto quando ci sono io nei paraggi”. Russell non si era accorto di nulla ed era andato in giro come quella Gioconda baffuta di Marcel Duchamp. Ah, le grasse risate.
nessuna pietà
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Fuori dalle piste si gioca, si scherza, si ride. Ma dentro il paddock nessuna pietà. E la sfida in Austria è (e sarà) un'ulteriore prova di quello che la Mercedes, prima o poi, dovrà aspettarsi: che Russell e Kimi lottino uno contro l’altro. Del resto, Antonelli ha 19 anni, è un italian boy con la voglia di scherzare. Ha vinto cinque gran premi, è in testa al mondiale. Russell lo ha detto a maggio: “Non ho mai sottovalutato Antonelli”. Ma è chiaro che la Mercedes più veloce, almeno sulla carta, doveva essere la sua. Russell ha 28 anni, è un milord della velocità, tra belle macchine, vacanze da “ciogno” (by Briatore) e vestiti di alta sartoria. Tra i due, insomma, corre buon sangue ma pure tanta voglia di menarsi (metaforicamente) per far vedere chi è il più forte. Difficile che qui qualcuno stay calmo. Di sicuro, però, varrà la pena vederli: stay tuned.










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