Leao sprofonda: a secco da 70 giorni. E a San Siro piovono fischi

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Il portoghese non segna dal 1° marzo e il Meazza non gli perdona l’errore davanti a Carnesecchi nella sfida con l'Atalanta. Sarà squalificato per il Genoa, ma Allegri lo difende

Marco Guidi

Giornalista

11 maggio - 12:22 - MILANO

Rafa Leao che esce ciondolando, con i fischi di San Siro come colonna sonora. La scena sta diventando ormai una costante del finale di stagione a tinte rosso e nere. Udinese, Juventus (in tono minore) e ieri Atalanta. Il portoghese stavolta ha reagito con una smorfia di disapprovazione, mentre passava sotto la curva Sud, nel frattempo svuotatasi per protesta. Leao è l’ultimo attaccante del Milan ad aver segnato su azione, l’1 marzo a Cremona. Eppure, è il primo rossonero a finire nel mirino dei tifosi quando le cose non girano, come praticamente sempre di recente.

serataccia

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Il segnale di una domenica da dimenticare per il Diavolo era arrivato intorno all’ora di pranzo, quando Christian Pulisic è stato costretto a dare forfait. L’americano, infatti, contro l’Atalanta avrebbe dovuto far coppia in attacco con Santiago Gimenez, se un dolore al gluteo non lo avesse mandato ko nella rifinitura. Al suo posto, Massimiliano Allegri ha schierato così Leao. Il primo tempo di Rafa, però, è stato un concentrato di errori e orrori. Tra cui l’entrata scomposta su Scalvini che è costata al numero 10 il cartellino giallo. Pesante, perché Leao era diffidato e salterà così la trasferta di Genova, snodo cruciale per le speranze Champions del Diavolo. Non che il resto della partita del portoghese abbia regalato emozioni ai cuori rossoneri. Un’occasione fallita a tu per tu con Carnesecchi, un paio di tiri sballati che hanno fatto rumoreggiare la pancia di San Siro ben prima dei successivi e copiosi fischi alla sostituzione. E ben quattro tentativi di dribbling falliti su cinque, a testimoniare come l’antica arma sia ormai smarrita. Il Leao irresistibile in velocità, inarrestabile palla al piede in spazi aperti, pare ormai un pallido ricordo anche quando Max lo allarga nella sua zona preferita, all’ala sinistra.

gli altri

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S’immaginava una serata diversa anche Gimenez, tornato titolare dopo oltre sei mesi. Il Bebote era entrato in campo carico a mille, tirando subito in porta dopo una manciata di secondi. Ma con il passare dei minuti, si è poi sgonfiato come tutta la squadra. A Santi non si può rimproverare l’impegno, ma un centravanti che a metà maggio non ha ancora segnato in Serie A – al di là dei mesi passati ai box per l’operazione alla caviglia destra – è un problema e non certo una soluzione. Soluzione (disperata) che Allegri ha provato a trovare con gli ingressi di Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug, quando la partita era già però scivolata troppo di mano. L’ex West Ham si è visto annullare un gol per fuorigioco. Mentre il francese, dopo una traversa (gran parata di Carnesecchi) si è procurato e ha segnato il rigore del 2-3, interrompendo dopo 70 giorni il digiuno degli attaccanti del Milan. Magra consolazione.

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