La lezione tattica del Mondiale: non si vince solo coi giganti

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Germany's Deniz Undav (26) celebrates his scoring his team's second goal as Ivory Coast's Odilon Kossounou (7) looks away during the World Cup Group E soccer match between Germany and Ivory Coast in Toronto, Saturday, June 20, 2026. (Chris Young/The Canadian Press via AP)

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Undav e Oyarzabal al centro dell'attacco di Germania e Spagna sono efficacissimi, Brobbey usa i muscoli nell'Olanda, il Sudafrica dei piccoli ha sorpreso tutti: la tecnica non è morta, anzi si sta vendicando

26 giugno - 12:50 - KANSAS CITY

Uno dei più grandi dogmi del calcio contemporaneo stabilisce che per vincere sia necessario allestire una squadra piena di chili, centimetri e muscoli. Ma ne siamo proprio sicuri? Il Mondiale sta dimostrando che esistono tante strade per ottenere successo. E che la tecnica ancora sia un requisito determinante per realizzare lo scopo del gioco, cioè i gol. Basti pensare che tra le 48 partecipanti, nel format extra-large varato dal presidente Infantino, la squadra più attrezzata dal punto di vista fisico sia la Bosnia, che si è presentata in America con la rosa dall’altezza media maggiore insieme alla Norvegia: 187,2 centimetri. Eppure, a differenza della squadra di Haaland che sembra incontenibile, si è qualificata solo come migliore terza.

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