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Ekhator, Vergara, Luongo... vuoi per progetto, vuoi per necessità, i nostri club (forse) stanno cambiando
Un lampo di speranza, anzi due. Rigore conquistato, poi trasformato; gol di testa svettando in mezzo a due avversari, da centravanti di razza. Lampi di Camarda, in una partita che conta niente - l’amichevole di Glasgow contro il Celtic - ma può valere tantissimo: questa doppietta convince definitivamente Amorim, il ragazzino non andrà in prestito un’altra volta ma resterà al Milan. Diciotto anni, italiano. I rossoneri - presidente americano, allenatore portoghese - credono al giovane attaccante milanese, gli hanno appena rinnovato il contratto e poi hanno deciso che sì, è pronto per fare parte dell’organico che si sta tuffando nella prossima stagione. L’estate è la stagione dei sogni, e allora sogniamo perché ne abbiamo bisogno: Camarda è un segnale di rinascita azzurra. Piccolo, certo non definitivo, ma confortante. Anche perché non è l’unico che il nostro calcio sta trasmettendo in queste settimane. Crediamoci.





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