Andrea Mulas, istruttore di guida sicura di Aci Vallelunga risponde alle nostre domande: se succede l'incidente, nove volte su dieci è colpa di almeno uno dei guidatori coinvolti
Giuseppe Croce
24 luglio - 11:56 - MILANO
Ogni anno, in Italia, muoiono per incidente stradale circa 3.000 persone e ne restano ferite almeno 230 mila. I dati mostrano una lenta, ma costante, decrescita del numero delle vittime negli ultimi decenni ma ciò non toglie che anche un solo morto è un morto di troppo. Ce lo conferma Andrea Mulas, istruttore di guida sicura dell'Aci che, rispondendo alle nostre domande, ci ha ricordato un dato incontrovertibile: gli incidenti non avvengono quasi mai per caso, sono sempre colpa di qualcuno. I motivi che stanno dietro un incidente, da quello più banale a quello più grave, possono essere tanti ma quasi tutti potrebbero essere eliminati da un comportamento più responsabile di tutti gli utenti della strada.
La prima causa di incidente stradale grave è ancora la guida distratta. Quali sono le distrazioni più comuni degli automobilisti italiani?
"Tra le distrazioni più comuni oggi c'è ancora l'uso del telefono: visualizzare i messaggi e fare chiamate. Recentemente si sono aggiunte le distrazioni provenienti dalla strumentazione dell'auto, anche quelle un po' distraggono durante la guida. Poi ci sono le distrazioni "passive": sono distratto perché sto pensando ad altre cose e la distrazione mi porta a non percepire il rischio, né la strada che sto percorrendo".
Le distrazioni da schermi sono state denunciate già un paio di anni fa da Euro Ncap, che chiede a gran voce il ritorno dei tasti fisici per le funzioni fondamentali.
"Esattamente: è diventato tutto digitale, su uno schermo centrale che distoglie lo sguardo dalla strada. I pulsanti touch sono meno intuitivi e a volte non funzionano e distraggono ulteriormente. C'è poi il problema della stratificazione dei menu, che costringe il guidatore a cercare le funzioni nei menu e sottomenu".
Adas: ce ne sono sempre di più e sono spesso obbligatori ma molti utenti li ritengono fastidiosi durante la guida e, se possono, li disattivano. Voi che idea avete in merito?
"Gli Adas sono molto più complessi che in passato, ma il problema è che l'utente non si informa sull'utilizzo corretto dell'Adas: il sistema automatico interviene una volta che c'è un comportamento non corretto del conducente. Basti pensare al sistema di mantenimento della corsia: molte persone non amano la vibrazione dello sterzo, o che il sistema riporti l'auto al centro della corsia, ma non capiscono che per evitarlo basta mettere la freccia in caso di sorpasso o di svolta. Come anche per la frenata automatica: avviene per mancato rispetto della distanza di sicurezza. Quindi sono sistemi a volte invasivi, ma per il bene del conducente".
L'automobilista è l'utente forte della strada e a volte approfitta di questa sua posizione. Quali sono i consigli di prudenza per guidare sicuri in una strada sempre più condivisa con chi guida altri mezzi?
"Sicuramente avere una guida preventiva e predittiva, che ci aiuta a ridurre i rischi anche nel caso di comportamenti non corretti da parte di altri conducenti. Non possiamo pretendere la perfezione da parte di tutti, ma possiamo adeguare la nostra attenzione in base al contesto stradale. A secondo del tipo di strada che sto percorrendo, la mia attenzione deve essere sempre a 360 gradi intorno a me e devo rendermi conto di ciò che sta succedendo. Devo capire se il guidatore davanti a me è distratto e prevenire un eventuale comportamento pericoloso degli altri. Anche perché gli incidenti in nove casi su dieci sono la conseguenza di un comportamento sbagliato, da parte di almeno uno dei soggetti coinvolti".
Siamo nel bel mezzo di una maxi polemica sugli autovelox: c'è un'insofferenza diffusa tra gli italiani per i limiti di velocità, ritenuti spesso inadeguati.
"Il problema non è tanto il limite di velocità, quanto la percezione della velocità reale a cui si sta andando. Molte persone non si rendono conto che, anche andando a velocità di codice di 130 orari in autostrada, ci sono conseguenze gravissime in caso di incidente. Considerate che i crash test si fanno ad una velocità massima di 64 chilometri orari".
Da questo punto di vista le auto moderne, sempre più comode e "morbide", peggiorano il problema?
"Le auto moderne sono sempre più insonorizzate e non ci permettono di avere la percezione della velocità e del rischio. Le macchine elettriche non hanno più nemmeno il rumore del motore ma hanno potenze molto alte e si arriva alla massima velocità in brevissimo tempo. Nel nostro centro di guida sicura ormai abbiamo tante macchine elettriche e vediamo che durante gli esercizi molte persone non percepiscono la velocità a cui vanno".
Per l'alcol, invece, non ci sono scuse...
"Per l'alcol non ci sono assolutamente scuse, ci sono dei tassi alcolemici da rispettare ma a nostro avviso è meglio non bere niente se si deve guidare. Anche in questo caso abbiamo una percezione del rischio distorta: molti sono convinti di poter bere e poi andare a mangiare qualcosa per "riprendersi". Ma il tasso alcolemico nel sangue rimane e i pericoli pure".
Quanto incidono la qualità e la manutenzione di una strada sul tasso di incidentalità e come deve adattarsi un guidatore in caso di strada non perfetta?
"Torniamo ai concetti di prevenzione e guida predittiva: io devo percepire e capire se la strada mi consente certe manovre, oppure no. Ad esempio un manto stradale molto bagnato, perché ha piovuto, è un alert che mi dovrebbe indurre ad abbassare la velocità e prendere delle precauzioni. Sulle autostrade italiane oggi la situazione è migliore, mentre sulle altre strade ci sono vari pericoli e imperfezioni della strada e tutte queste situazioni creano problemi. A maggior ragione, in questi casi, dobbiamo stare attenti a non distrarci".







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