Juventus. Primo amore, il documentario di Angelo Bozzolini stasera su Rai 2

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Il documentario ripercorre la straordinaria epopea della Vecchia Signora, intrecciando il suo destino con quello di un’Italia in trasformazione

26 luglio - 11:17 - MILANO

A pochi mesi dalla sua uscita al cinema, distribuito da Nexo Studios, arriva finalmente in chiaro in tv il documentario di Angelo Bozzolini che celebra l’orgoglio bianconero, Juventus. Primo amore, prodotto da Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Documentari. Stasera, domenica 26 luglio, alle 21 su Rai 2 e in streaming su RaiPlay, tifosi e non solo potranno vivere o rivivere il decennio d’oro della Juventus, dal 1975 al 1985, che vide la squadra salire per la prima volta sul tetto del mondo e conquistare tutti i trofei nazionali e internazionali a disposizione.

Juventus. Primo amore su Rai 2

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Juventus. Primo amore è un racconto di 90 minuti che si sviluppa attraverso le testimonianze dei grandi protagonisti, da Marco Tardelli a Michel Platini, passando per Zbigniew Boniek e Dino Zoff, narrando anche un momento cruciale della storia del nostro Paese, segnato da forti tensioni sociali, terrorismo e scandali.

Dalla rivalità cittadina con il Torino negli anni di piombo, fino alla tragedia dell’Heysel nel 1985, la Juventus si erge a simbolo di eccellenza e resistenza. L'arrivo di Giovanni Trapattoni in panchina segna l’inizio di una rivoluzione tecnica e mentale, mentre l'avvocato Agnelli e Giampiero Boniperti costruiscono una squadra di campioni leggendari: Zoff, Scirea, Tardelli, Bettega, fino agli stranieri di classe mondiale Platini e Boniek. È in questo periodo d'oro che la Juventus vince scudetti, Coppe UEFA e la tanto agognata Coppa dei Campioni, anche se questo trionfo è oscurato dalla tragedia dello stadio Heysel.

Attraverso immagini d’archivio e interviste esclusive, Juventus. Primo amore ripercorre la straordinaria epopea della Vecchia Signora, intrecciando il suo destino con quello di un’Italia in trasformazione, in un racconto epico di gloria e dolore, di sogni e cadute, che mostra come il calcio non sia mai solo un gioco, ma uno specchio della storia e della società.

La Gazzetta dello Sport

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