De Silvestri: "Al Bologna sono un po' il nonno di tutti". E su Tedesco...

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Dopo i primi giorni di ritiro in Trentino l'esperto terzino si racconta toccando vari temi: da Orsolini a Freuler, fino ai nuovi metodi del tecnico

”Tedesco ha concetti molto chiari, è centrato, è molto sicuro di quel che vuole e che ha in mente, cura molto i dettagli e in tutta la mia carriera non mi è mai capitato uno così”. Contratto appena rinnovato per un’altra stagione, 38 anni compiuti, il ruolo di guida (o Welcome Manager dei nuovi arrivi: Alhassane e Amondarain sono più vicini che lontani) e il soprannome di Sindaco datogli dalla città che tifa: Lorenzo De Silvestri si presenta raccontando che “non avevamo capito fino all’ultimo che Italiano sarebbe poi andato via, a differenza di Motta che lo disse prima dell’ultima di campionato” e che “vorrei entrare nella top 30 di presenze col Bologna”: mancano 4 gare. Roba da ragazzi: lui è un forever young. Ed è il ventunesimo ritiro personale. “Tedesco cerca più palla e palleggio dentro al campo rispetto al predecessore - spiega De Silvestri -, la costruzione dal basso: si sta lavorando bene”.

il nonno di tutti

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Lollo De Silvestri è alla settima stagione col Bologna “e qualche ragazzo quando facciamo le ripetute mi dice spesso, scherzando, ma chi te lo fa fare”. Pausa. “Obiettivo di quest’anno? La stagione sarà comunque difficile anche se non avremo le coppe, le pressioni ci saranno e per i primi sette posti sarà dura ma noi cercheremo di restare ad altissimi livelli. Sarà importante l’equilibrio mentale e la gestione delle pressioni. Questo gruppo è sano e ha uno zoccolo duro di ragazzi che sono insieme, me compreso, da anni: e questo è un bonus enorme. E io sono un po’ il nonno di tutti. L’importante sarà mantenere la connessione con la gente, quell’amore reciproco che non è mai mancato: 18.000 abbonamenti sono tanta roba, segnale di fiducia enorme”.

gruppo pazzesco

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Lollo affronta due… rinnovi, uno possibile e l’altro meno: “Freuler l’ho sentito durante il mondiale e fu lui a chiedermi se avevo rinnovato - riprende il laterale destro -. Orsolini? E’ un simbolo per tutti e non mi piace entrare nelle scelte personali altrui, perché poi sei tu che torni a casa con la tua famiglia e rispondi delle decisioni prese. Io e lui in pullman siamo sempre vicini, ci conosciamo da… sempre ormai, ha un carattere fantastico e sa quello che penso: ma le scelte personali vanno rispettate”. Come dire: ci si può attendere di tutto anche se la contrattazione fra club ed entourage del giocatore vanno avanti con l’idea di alzare la parte fissa del contratto da allungare fino al 2029. La chiosa è per la serata che “abbiamo vissuto tutti assieme davanti a Inghilterra-Argentina, con Castro e Dominguez da una parte e Rowe dall’altra: qui c’è un gruppo pazzesco davvero. Tedesco chiamò me e solo me quando divenne allenatore del Bologna? Di questo lo ringrazio veramente: voleva sincerarsi delle mie motivazioni e abbiamo parlato in tedesco, era sorpreso nel vedere che lo so bene. Ecco, in lui ho visto anche un’altra particolarità: nella mia carriera non avevo mai avuto un allenatore che ti spiega tutto in più lingue, lui ne sa addirittura sei”. La Nuova Era piace al Sindaco: non è poco…

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