Dallo stile di vita all'ambiente in cui si vive: tutto va considerato quando si tratta di prevenire le malattie neurodegenerative, secondo uno studio di Lancet
Eu.Spa.
15 luglio - 11:33 - MILANO
Negli ultimi, complice l'invecchiamento dei Paesi occidentali, le campagne per prevenire la demenza senile si sono moltiplicate, tra raccomandazioni dei medici e messaggi in tv e sui social più o meno d'impatto. Ma basterà a prevenirla? Un'analisi dell'università Curtin, pubblicata su The Lancet Healthy Longevity, ha passato in rassegna dodici di questi programmi condotti in otto paesi, con un numero di partecipanti che andava da 51 a oltre 8 mila persone. E la scoperta è che, anche se le campagne per la prevenzione delle malattie neurodegenerative raggiungono milioni di persone, in realtà contribuiscono poco a modificare le abitudini quotidiane.
Demenza senile e fattori modificabili
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Nel mondo convivono con la demenza circa 57 milioni di persone, cifra che si prevede possa triplicare entro il 2050. "E fino al 45% dei casi di demenza è legato a fattori modificabili che possiamo cambiare, come il nostro stile di vita, lo stato di salute e l'ambiente in cui viviamo", spiega Mario Siervo, che ha guidato lo studio. "Ma non basta limitarsi a informare le persone su questi rischi; le campagne di sensibilizzazione sono importanti, ma da sole raramente portano a cambiamenti significativi o duraturi".
Undici dei programmi analizzati dai ricercatori hanno misurato le conoscenze dei partecipanti prima e dopo l'intervento e in otto casi sono migliorate. I miglioramenti però restano parziali, spesso concentrandosi su un singolo fattore di rischio più che sull'idea che la demenza si può prevenire agendo sullo stile di vita da più punti di vista. per questo, lo studio avverte che i programmi che funzionano meglio sono quelli costruiti attorno alle persone, con valutazioni personalizzate del rischio, che mostrano a ciascuno come le proprie abitudini incidano sulla probabilità di ammalarsi e con corsi online che lo accompagnino verso comportamenti più sani.
l'importanza dell'esercizio fisico
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A dire quali fattori possono fare la differenza per prevenire la demenza senile è un altro studio, pubblicato su Clinical Nutrition dallo stesso team, che ha ricostruito nel tempo le traiettorie di forza muscolare e composizione corporea di mezzo milione di individui scoprendo, per esempio, che chi ha poca forza muscolare e un eccesso di grasso corporeo, una condizione che i ricercatori chiamano obesità sarcopenica, ha un rischio più alto di sviluppare demenza. Ma l'obesità da sola, quando la forza resta intatta, invece non risulterebbe collegata allo stesso rischio. Ecco perché assieme a fumo, sedentarietà, scarsa istruzione e isolamento sociale, secondo i ricercatori, la forza muscolare risulta un altro aspetto su cui intervenire con l'esercizio contro resistenza (elastici, pesi eccetera), più che pensare di cavarsela con la sola perdita di peso.







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