"Siamo in Corte costituzionale perché il Parlamento italiano non fa il proprio lavoro. È l'ottava volta che siamo qui perché la Corte costituzionale è costretta da una politica incapace e impotente a definire il perimetro del diritto ad essere aiutati a morire". Lo ha detto Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, a margine dell'udienza di oggi al Palazzo della Consulta sul tema dei trattamenti di sostegno vitale per il fine vita. "Con le nostre azioni di disobbedienza civile - ha aggiunto Cappato - noi chiediamo che si chiarisca che anche una persona completamente dipendente dall'assistenza di altri con patologie irreversibili e sofferenza insopportabile possa essere aiutata a morire senza soffrire. Continueremo con le azioni di disobbedienza civile fino a che questo diritto, in un modo o nell'altro, sarà chiarito una volta per tutte".
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20 ore fa
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