Acosta-Ktm, tira una brutta aria. Senza risultati, sarà addio? Il Team VR46 è alla finestra

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Tre gran premi e nessun pilota nella top ten in classifica. Ktm arranca e la delusione dello spagnolo è evidente. Così come la possibilità di un suo addio. Finirò da Valentino Rossi?

Massimo Falcioni

31 marzo - 16:39 - MILANO

Se già prima dell’ultimo GP in America nei box KTM non tirava una bella aria, dopo Austin il clima interno è peggiorato. Tre gran premi e nessun pilota KTM nella top ten in classifica generale. Il numero uno interno Pedro Acosta, sempre fra i primi in qualifica grazie al suo manico e in gara quasi sempre a terra per i rischi esagerati, è tredicesimo in classifica generale (appena 16 punti) dietro a Enea Bastianini (dodicesimo) e a Brad Binder (undicesimo) e davanti a Maverick Vinales (diciassettesimo). In totale, i quattro piloti KTM hanno ottenuto 57 punti, una miseria rispetto agli 87 punti di Alex Marquez, gli 86 di Marc Marquez, i 75 di Bagnaia. Forte la delusione di Acosta dopo l’ultimo round sul Circuit of the Americas, dove la scorsa stagione aveva ottenuto il suo miglior risultato in MotoGP (secondo posto), alla sua terza gara nella classe regina.

problema irrisolto

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Ufficialmente, Acosta si limita a una analisi critica ponendo domande cui nessuno oggi in KTM pare poter dare risposte: “Non so cosa dire – dice a testa bassa il ventenne campione di Mazarron - Sto correndo con la stessa moto del 2024 e la medesima elettronica, eppure con l’anteriore arriviamo continuamente al bloccaggio. Qui mi è successo in ogni sessione sull’asciutto dopo appena dieci curve e non è normale. Non capisco proprio perché il davanti sia tanto sensibile, anche se dopotutto nelle qualifiche non sono andato male. Quello che non è normale è che dopo 11 curve abbiamo gli stessi problemi che dopo dieci giri", ha insistito a proposito della frenata e del turning della RC16. "Non riesco a fermare la moto e a farla girare. Era l'unico punto di forza che avevamo l'anno scorso e ora l'abbiamo perso. Ho guidato con la moto vecchia, ma l'anno scorso ero in grado di gestirla molto bene quando si alzava la pressione della gomma", cosa che questa volta gli ha reso le cose così difficili che è caduto e ha dovuto abbandonare la gara. Al di là della lingua tenuta a posto, anche per evitare beghe contrattuali, Acosta non ne può più di questa situazione, sempre meno convinto che le promesse della Casa di Mattighofen possano tradursi in realtà. Pedrito punta sulla corsa di Jerez del 25-27 aprile, soprattutto sul test di lunedì 28 aprile, per capire se arriverà la svolta più volte annunciata o se davvero è giunta l’ora di fare scelte diverse.

snodo cruciale

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Per Acosta, il test di lunedì dopo il GP di Spagna a Jerez è il giorno decisivo della stagione, forse del suo futuro di pilota: "Ripongo lì molte speranze, spero che sia così anche per Ktm. Mi sto impegnando molto". A questo punto, niente è scontato. Anche la frattura, fino al divorzio, fra pilota e Team. Il segnale d’allarme viene dal suo manager Albert Valera (manager anche di Jorge Martin e Aleix Espargaro): “Pedro ha bisogno di una moto vincente per raggiungere i suoi obiettivi e non può aspettare per sempre”. Trattative ufficiali aperte per portar via Acosta dalla Ktm a fine stagione? No, ufficialmente. Ktm teme che Pedro, senza una svolta con risultati in pista sin dal 2025, se ne vada a fine stagione. Per questo intende blindarlo, con aggiornamenti contrattuali e un mare di promesse rassicuranti. Un film già visto altre volte in passato fra piloti e team, con una conclusione obbligata: fine della partnership. Gli altri tre piloti in sella alle Ktm MotoGP sono altrettanto in pre-allarme con tutto quel che significa in questi casi: tutti cercano di approdare in un nuovo team. Insomma, tira brutta aria: il rischio è che la stagione possa proseguire come è iniziata, con le Ktm prive di qualsiasi sviluppo. Degli attuali quattro piloti, solo Acosta non ha problemi per trovare una nuova sella, di alta competitività e adeguatamente pagato. In prima fila, con assegno in mano, c’è già pronto il Team VR46. Valentino Rossi vede in Pedrito il vero “anti Marquez”, forse l’unico in grado di fermarlo davvero, con il grande rivale lanciatissimo per agganciare il “Dottore” nell’albo d’oro dei 9 titoli mondiali, per poi superarlo. C’è chi dice già di un pre-acccordo già firmato fra il Team di Rossi e l’asso di Mazarron: per lui ci sarebbe una Ducati Desmosedici pari alle Rosse ufficiali. Altre voci parlano di Acosta alla Honda. Di certo Acosta ha un contratto con Ktm fino al 2026, senza clausole di rescissione in base alle performance. Basterà questo per evitare il divorzio con Pedro? Nel VR46 hanno già la bottiglia pronta, da stappare.

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