Weston, primo oro britannico maschile e il paradosso Gran Bretagna: vince senza avere una pista

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L'olimpionico dello skeleton è anche il primo uomo britannico a vincere un oro individuale nei Giochi invernali dal 1980. Altri tre ori nelle passate edizioni sono arrivati al femminile. Ma in patria hanno solo una pista in cemento per allenare la partenza

14 febbraio - 15:15 - MILANO

Quarantadue anni. Tanto ci è voluto a un rappresentante maschile della Gran Bretagna per tornare a conquistare un oro nei Giochi invernali. Lo fece Christopher Dean in coppia con Jayne Thorvill nel pattinaggio. Diventano 46 per una vittoria di singolo, sempre nel pattinaggio con Robin Cousins. Mai nessun uomo nello skeleton. Perché invece a livello femminile  sono bene tre gli ori conquistati da atlete britanniche dal 2010 al 2018. A colmare questa lacuna è stato Matt Weston che ha dominato la gara di skeleton maschile. E per Weston è un trionfo che corona una carriera iniziata da un infortunio:  il britannico infatti si è fratturato la schiena due volte, una volta così gravemente da costringerlo a usare la sedia a rotelle e rinunciare al suo primo amore, il taekwondo. Solo dopo ha scoperto lo skeleton. E sebbene la seconda frattura alla schiena sia avvenuta in una gara di skeleton, ha perseverato e questo gli ha fruttato due campionati del mondo e un titolo di Coppa del Mondo assoluto. Venerdì ha coronato tutti i suoi successi, diventando solo il terzo uomo britannico a vincere un oro individuale ai Giochi invernali e il primo dal 1980. 

la delusione di pechino

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Il risultato è stato ancora più gratificante perché Weston era così deluso dalla sua prestazione a Pechino quattro anni fa che è stato vicino a ritirarsi. "Significa tutto", ha detto, dopo essersi asciugato le lacrime. "Ho lavorato così duramente per questo, ma tutti a casa, il mio fidanzato, la mia famiglia e i miei amici si sono sacrificati per farmi essere qui. Ho saltato funerali, compleanni, tutto per questo momento ed è una sensazione fantastica." 

paradosso

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La Gran Bretagna non ha una pista di skeleton eppure nella sua storia ha vinto dieci medaglie olimpiche: quattro ori, un argento e cinque bronzi. Otto di queste sono arrivate in questo secolo, ripagando l'enorme investimento fatto in questo sport. Hanno una pista in cemento con partenza a spinta presso l'Università di Bath, nel sud-ovest dell'Inghilterra, e lo sport ha ricevuto quasi 5 milioni di sterline (6,9 milioni di dollari) di finanziamenti per questi Giochi. Di fatto in Gran Bretagna lavorano solamente sulla partenza sulla pista di Bath perfezionando al massimo la prima fase della gara in cui si possono dare velocità spingendo. Per provare invece le curve e la gara intera devono spostarsi sulle piste in Norvegia o in Lettonia. 

La Gazzetta dello Sport

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