Al torneo internazionale Under 17 svolto in Cina, diversi giovani interessanti hanno brillato di fronte ai tanti osservatori arrivati anche dall'Europa. La vittoria è andata ai thailandesi del Buriram United
Gli occhi di diversi scout della Premier League, del resto dell'Europa, ma anche della Mls americana nella prima metà di agosto sono stati puntati sulla Hope Cup, torneo Under 17 che si è disputato a Guangzhou, nel sud della Cina. Al via otto formazioni professionistiche provenienti da quattro continenti. Il successo è andato ai thailandesi del Buriram United che hanno battuto per 2-0 il Partizan Belgrado in una finale interrotta al 66' a causa di un violento temporale, accompagnato da pioggia torrenziale e fulmini. Nella finale per il terzo posto il Nottingham Forest ha superato i cinesi del Guangdong per 6-2, quinti i cinesi del Meizhou Hakka che hanno battuto 1-0 i francesi dell’Auxerre, settimo posto a parimerito per i neozelandesi del Wellington Phoenix e i sudcoreani del Daejeon Hana Citizen.
QUANTI SCOUT
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Una delle caratteristiche più particolari di questa edizione della Hope Cup è stata la presenza, per l’intera durata del torneo, di diversi scout professionisti provenienti dalla Premier League, dalla Major League Soccer e da agenzie sportive europee. Tra loro Nicola Guido Vallone, Sam O’Sullivan Barker, lo scout del Minnesota United Osian Worth e Mohamed Elgazi, responsabile dello scouting della società belga VASM Sports. Gli osservatori hanno seguito tutte le partite a bordo campo, compilando schede di valutazione e commentando giocate o prestazione particolarmente interessanti. Complessivamente durante la manifestazione sono stati prodotti quasi 50 report, tutti realizzati con un modello standardizzato condiviso dal comitato organizzatore e dagli scout presenti. L'obiettivo era quello di ridurre il più possibile l’incidenza delle valutazioni soggettive e offrire una fotografia oggettiva delle caratteristiche tecniche, delle prestazioni e del potenziale di ogni calciatore.
WATTANA MVP DEL TORNEO
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Il titolo di miglior giocatore del torneo è stato assegnato a Wattana del Buriram United che ha raccolto valutazioni molto positive. Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista, anche se durante il torneo è stato utilizzato occasionalmente anche come terzino destro. Contro il Nottingham Forest U17 ha ottenuto un voto complessivo di 8,5, con 8,6 nella componente tattica, 8,6 in quella fisica e addirittura 8,8 sotto il profilo mentale. Di fronte alla formazione inglese ha servito un assist decisivo e ha colpito la traversa con una conclusione dal oltre 25 metri. La sua resistenza fisica è stata uno degli aspetti più impressionanti dell’intera manifestazione: Wattana ha disputato praticamente tutti i minuti disponibili, mantenendo un rendimento significativo sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. La dimostrazione più evidente è arrivata nella finale: nonostante le condizioni meteorologiche, ha continuato a correre senza diminuire l’intensità, scandendo i ritmi della squadra e confermandosi il vero equilibratore del Buriram United.
BRILLA Zhang Yuanfeng
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Tra i giovani cinesi, il giocatore che ha raccolto il maggiore consenso è stato Zhang Yuanfeng, capitano del Guangdong U17. Mohamed Elgazi, Sam O’Sullivan Barker, Enoy e Osian Worth lo hanno seguito in particolare nelle due partite ad alta intensità contro Nottingham Forest e Wellington Phoenix. Contro il Wellington, Zhang è stato il perno del centrocampo coprendo gli spazi lasciati liberi dai compagni sulle corsie esterne e gestendo il ritmo della manovra con numerosi passaggi corti e precisi. Si è messo in luce anche per un lancio lungo con il quale ha creato un’occasione da gol per un compagno. In uno dei report ha ricevuto una valutazione complessiva di 9 sia nella componente tattica sia in quella mentale. Le relazioni non hanno però trascurato gli aspetti da migliorare. Alcuni interventi difensivi sono stati giudicati eccessivamente irruenti, mentre il posizionamento senza palla necessita ancora di perfezionamento. La conclusione condivisa dagli scout è che Zhang mostri un livello di maturità particolarmente elevato per un U17. Il suo vero limite di crescita dovrà però essere verificato contro avversari ancora più forti, ma secondo gli osservatori presenti possiede caratteristiche tali da giustificare un’esperienza all’interno di un settore giovanile europeo.
Liu Yuyang
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Sempre nel Guangdong U17 si è messo in evidenza Liu Yuyang, utilizzato nel corso del torneo sia come ala sinistra sia come centravanti. Contro i difensori coreani è riuscito più volte a liberarsi attraverso una combinazione tra fisicità e accelerazione. Una delle azioni più significative è arrivata subito dopo un calcio d’angolo avversario: Liu ha recuperato il pallone e ha condotto una transizione con la quale ha seminato alcuni avversari prima di servire con lucidità un compagno al limite dell’area. Anche in questo caso, però, i report hanno evidenziato alcune criticità: nell’uno contro uno tende ancora ad affidarsi soprattutto alla superiorità fisica e, quando la squadra deve difendere, il suo contributo in fase di ripiegamento non è sempre sufficiente. Da migliorare anche l'aspetto mentale: quando rimane a lungo fuori dal gioco, l’intensità dei suoi movimenti tende a diminuire e in alcune circostanze mostra segnali di frustrazione.
Guo Guannan
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Uno dei giocatori sui quali le valutazioni sono state più divergenti è Guo Guannan, centrocampista del Meizhou Hakka. Nell’esordio contro il Buriram United U17 ha disputato un primo tempo anonimo, ma è cresciuto progressivamente nella ripresa. In diverse occasioni è riuscito a liberarsi in spazi ristretti grazie alla rapidità del primo passo, accompagnando queste iniziative con passaggi corti di buona qualità nella costruzione offensiva. Il report di Enoy gli ha assegnato una valutazione di 7,5. Nella partita successiva, contro un Auxerre U17 molto forte fisicamente, due report hanno prodotto giudizi sensibilmente differenti. Secondo Osian Worth, Guo ha sofferto la maggiore intensità dei duelli. Muhd Qayyum, invece, ha sottolineato alcune giocate nel finale, quando il centrocampista cinese è riuscito a superare gli avversari attraverso movimenti tecnicamente raffinati. Su un punto gli scout hanno trovato un accordo: la base tecnica è interessante, ma Guo deve riuscire a trasformare i propri lampi di qualità in un rendimento più continuo.
He Tianhong MIGLIOR PORTIERE
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Tra i calciatori cinesi più apprezzati dagli osservatori He Tianhong, portiere del Meizhou Hakka U17. Nella sconfitta per 4-1 contro l’Auxerre, Sam O’Sullivan Barker gli ha assegnato un voto complessivo di 8 e la stessa valutazione per quanto riguarda il potenziale. Nel report viene sottolineato che non ha avuto responsabilità sulle reti subite e che, senza le sue parate, il passivo avrebbe potuto assumere proporzioni ancora maggiori. Durante la partita He ha neutralizzato anche un calcio di rigore. I suoi rilanci sono diventati in più occasioni una vera arma per le transizioni offensive del Meizhou. Secondo gli osservatori, mantenendo l’attuale traiettoria di crescita potrebbe raggiungere il livello necessario per diventare un portiere titolare nella Chinese Super League. Con un adeguato lavoro specialistico, viene ritenuta possibile anche una futura esperienza da titolare in un campionato europeo di seconda fascia. Il gruppo degli scout lo ha scelto come miglior portiere dell’intero torneo.
NOLAN, FIGLIO D'ARTE
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Tra i giovani stranieri si è distinto Sonny Nolan, centrocampista del Nottingham Forest U17 e figlio dell’ex nazionale inglese Kevin Nolan. Sonny ha chiuso il torneo con sei reti, condividendo il titolo di capocannoniere con il compagno Jaxon. Nella fase a gironi contro il Guangdong U17, Mohamed Elgazi gli ha attribuito un voto complessivo di 8,2 e un 8,5 in prospettiva. Nolan si è distinto soprattutto per la creatività. Ha tentato ripetutamente passaggi verticali ad alto coefficiente di difficoltà e soluzioni d’esterno, riuscendo più volte a rompere le linee avversarie con passaggi filtranti. Secondo gli scout possiede una notevole capacità di lettura del gioco. La sua tendenza a ricercare con frequenza la giocata rischiosa, tuttavia, può portarlo occasionalmente a perdere disciplina tattica.
CRESCITA DEL CALCIO CINESE
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Il livello mostrato sul campo da questa generazione di U17 cinesi è stato giudicato dagli scout interessante, ma online risulta estremamente difficile reperire informazioni affidabili su molti di questi ragazzi. La scarsa esposizione internazionale rappresenta di conseguenza un ostacolo per gli osservatori stranieri che volessero continuare a seguirli dopo la fine della competizione. Nicola Guido Vallone ha spiegato che, anche a causa dei sistemi interni di valutazione utilizzati nel calcio inglese, il campionato cinese viene collocato su un livello relativamente basso. Gli scout della Premier League tendono pertanto a concentrare maggiormente l’attenzione sui mercati giapponese e sudcoreano. Giappone e Corea del Sud possono inoltre contare su rapporti già consolidati tra federazioni nazionali, federazioni europee e numerosi club, creando percorsi più accessibili attraverso i quali i giovani talenti possono fare esperienza in Europa. "I cinque grandi campionati rappresentano il vertice della piramide del calcio mondiale. Se li consideriamo la prima fascia, la Chinese Super League potrebbe essere collocata più o meno nella quarta o quinta - ha spiegato Vallone - e passare direttamente dalla CSL a uno dei principali cinque tornei europei è estremamente difficile". Per questo, secondo lo scout, il percorso più realistico per i giovani calciatori cinesi è iniziare da campionati europei di livello inferiore, assimilare gradualmente concetti, intensità e ritmi del calcio del vecchio continente per accumulare esperienza e soltanto successivamente tentare il salto verso uno dei cinque grandi campionati. Tra gli esempi citati c’è il percorso legato a Xu Bin e al Wolverhampton. Un modello analogo, del resto, viene seguito da numerosi giovani giapponesi e sudcoreani, che scelgono spesso club europei al di fuori delle prime 5 leghe come prima tappa della propria esperienza lontano da casa. Le decine di report prodotti durante la Hope Cup hanno infine confermato la funzione del torneo come piattaforma di osservazione a doppio senso. Da una parte gli scout internazionali hanno potuto individuare qualità e limiti degli Under 17 cinesi. Dall’altra, il torneo ha mostrato concretamente come funziona un processo professionale di valutazione del talento a livello internazionale. Gol e highlights rappresentano soltanto una parte dell’analisi: tecnica, tattica, struttura fisica e componente mentale hanno un peso comparabile. Il comportamento nei momenti di difficoltà, la disciplina e la capacità di mantenere un rendimento costante durante l’intera partita sono parametri fondamentali nella valutazione di un giovane calciatore. Per il movimento giovanile cinese rimangono quindi almeno due questioni centrali sulle quali concentrarsi nei prossimi anni: aumentare il numero di partite disputate contro avversari di alto livello e costruire canali di esposizione internazionale più efficaci.









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