'Vestire la musica', ecco il tesoro delle costumiste italiane

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Donne che ispirano, muse, ma anche donne che progettano, costruiscono, inventano: è il tesoro costituito dalle costumiste nel teatro musicale, un giacimento culturale che trova nell'opera lirica una manifestazione compiuta. E che a Napoli è stato declinato con caratteristiche uniche: con attenzione al mondo arcaico e alla natura, fra antico e moderno, con una vena di freschezza sulla scia della tradizione ma con uno sguardo curioso e libertà interpretativa.
    C'è tutto questo alla base della mostra 'Vestire la musica, costumiste italiane all'opera' che sarà inaugurata il 30 aprile (preceduta da un convegno con quattro relatrici) nell'Accademia di Belle Arti a cura delle docenti Marianna Carbone, Federica De Rosa, Zaira de Vincentiis. La mostra - esposti una trentina di abiti - è l'esito del progetto 'Casta Diva' finanziato dall'Ue nell'ambito del Pnrr con capofila il Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria e che ha riunito 12 istituzioni. "L'Accademia di Belle Arti - spiegano Carbone, responsabile scientifica del progetto, e de Vincentiis, coordinatrice - ha concentrato il proprio lavoro sulla figura della costumista nell'opera lirica, restituendole il rilievo che le compete all'interno di una progettualità nella quale si intrecciano studio storico, invenzione figurativa, sensibilità drammaturgica, tecnica sartoriale, conoscenza della scena". Il costume dà forma al personaggio e concorre definire, in figura, materia e colore, l'immaginario teatrale". I materiali provengono dall'archivio Gli Alberi di Canto del regista Mariano Bauduin, con costumi realizzati dalla sartoria GP11 di Roma del maestro Gabriele Pacchia Mayer tra gli anni Ottanta e il 2010, e dall'archivio storico del Teatro San Carlo.
    E il racconto fa riferimento a costumiste che hanno fatto la storia del settore: Odette Nicoletti, Giusi Giustino, Santuzza Calì, Franca Squarciapino, Vera Marzot, Daniela Ciancio oltre alla stessa Zaira de Vincentiis e a Marianna Carbone (e ai suoi studenti). Un viaggio particolare nel Teatro Niccolini dell'Accademia - grazie anche alla Scuola di Scenografia con il professor Tonino Di Ronza - dall'antichità (con le figura di Agamennone) fino all'Ottocento (col Barbiere di Siviglia).
    Progetto che ha coinvolto anche la Scuola di Design per la Comunicazione (con le docenti Giulia Scalera e Ivana Gaeta e, fra le collaboratrici alla ricerca, Giulia Mauro) e che contribuirà alla creazione di una 'digital library'. 'Muse di nessuno' è il titolo di un documentario di Pasquale Napolitano.
    Giuseppe Gaeta, direttore dell'Accademia, parla di "progetto di ampio respiro" fondato su "un partenariato nazionale di livello molto differenziato" e "sul ruolo del femminile nel teatro", mentre la presidente Rosita Marchese sottolinea come esso si inserisca "nel filone che vuole recuperare la memoria dell'arte delle donne".
   

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