Prova di forza dell’olandese nell’E3 Classic a Harelbeke con 16 Muri in vista del Giro delle Fiandre di Pasqua. Attacca a 42 km dall’arrivo sul Vecchio Kwaremont, poi la sofferenza nel finale, quando riesce a resistere al gruppo: “Mai faticato così tanto”
Alza la mano destra per indicare 3, tre vittorie nell’E3 Saxo Classic a Harelbeke, il piccolo Giro delle Fiandre, la corsa che anticipa di nove giorni lo spettacolo della “Ronde”. Mathieu Van der Poel fa il gesto, esausto come mai prima, si piega sul telaio, e non sono da lui queste immagini. Oggi ha vinto, terzo successo consecutivo, con una fuga solitaria di 42 km iniziata sul pavé del Vecchio Kwaremont, uno dei Muri iconici del Fiandre. Fa il vuoto, se ne va, ma anche Mathieu fatica in una corsa che quest’anno ha indurito il percorso. E così da dietro lo tengono in vista, fino all’ultimo chilometro, quando anche un fenomeno come Van der Poel capisce che cosa significa avere gli inseguitori sul collo. Ce la fa per 3”, il norvegese Per Strand Hagenes (Visma-Lease a Bike) batte Florian Vermeersch (Uae Emirates) per il secondo posto; Mads Pedersen è nono a 24”, Matteo Trentin decimo è sempre il migliore dei nostri. Per Van der Poel una prova di forza per il Giro delle Fiandre, una letterina mandata a Pogacar.
pedalare solo
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VdP ha vinto tre volte la “Ronde” (2020, 2022, 2024) e vuole diventare il primo della storia a fare poker nella corsa simbolo di una nazione e di un modo di interpretare le corse del nord; Pogacar ha trionfato due volte (2023 e 2025). Sarà un ennesimo scontro tra giganti domenica 5 aprile, Pasqua. Eppure… “A un certo punto non mi sentivo più così carico, sentivo la stanchezza – spiega Van der Poel, 31 anni -. A un chilometro dal traguardo, ho pensato che da dietro stessero rientrando: non avevo la forza di sprintare e ho pedalato il più forte possibile da seduto, giusto quello che serviva per arrivare. Non era sicuro di arrivare primo. So quanto sia difficile pedalare da solo, a un certo punto pensavo di essere praticamente spacciato. Una vittoria che mi è costata sangue, sudore e lacrime, ma anche quella in cui ho faticato di più”.








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