Nesta: "Non rompete le scatole a Bastoni. Io passavo per uno corretto ma ho simulato un sacco di volte"

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L'ex difensore difende il centrale dell’Inter dalle critiche e analizza il momento della Nazionale: "Contro la Bosnia sarà una battaglia, ma il calcio italiano ha bisogno del Mondiale per rinascere"

Francesco Maletto Cazzullo

Giornalista

27 marzo - 21:29 - MILANO

Una polemica che sembra non conoscere fine, quella della simulazione di Alessandro Bastoni durante Inter-Juventus. Questa volta, a dare la propria versione dei fatti, è stato un pezzo da novanta: il campione del mondo Alessandro Nesta. Intervistato dai microfoni di Sky Sport, l'ex centrale azzurro ha preso le difese del collega: "Devo fargli i complimenti perché gli hanno rotto un sacco le scatole per la simulazione e ieri, pur non essendo al meglio, è tornato protagonista con una grande partita. Io sono sempre passato per un giocatore corretto, ma ammetto di aver simulato tantissime volte. La morale a Bastoni non la farò mai, per me è un giocatore super".

il cammino verso il mondiale

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Nesta ha poi commentato la vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord: "Mi sono preoccupato anche io nel primo tempo. Se i valori tecnici emergono, non c’è partita con nessuna delle Nazionali impegnate nei playoff. Il problema, però, è la pressione della maglia azzurra, che è superiore rispetto a quella di squadre come la Bosnia o l'Irlanda del Nord. La gestione del primo tempo è stata figlia della tensione". L'ex Milan e Lazio ha poi avvisato il gruppo di Gattuso: "Bisogna essere consapevoli che è ancora dura; anzi, in Bosnia lo sarà ancora di più. Ci aspetta un ambiente caldissimo contro un’avversaria che ha valori superiori ai nordirlandesi".

l'importanza della qualificazione

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Infine, una riflessione sul peso sociale e sportivo della partecipazione alla Coppa del Mondo: "Nel 2006 la vittoria del Mondiale aiutò il calcio italiano a rialzarsi dopo Calciopoli; oggi il nostro movimento ha bisogno della Nazionale più che mai. Senza dimenticare il punto di vista individuale: giocare un grande Mondiale, per un calciatore, è l'esperienza che ti cambia la carriera".

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