C'è chi parla di disparità di trattamento rispetto al provvedimento "fino a fine stagione" per i sostenitori di Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio, ma i casi sono diversi
I tifosi dell'Inter protestano perché "per l'imbecillità di uno paghiamo tutti", quelli delle altre quattro squadre colpite dal divieto di trasferte del Viminale "perché loro saltano solo tre giornate, noi tutta la stagione". Il ministro Piantedosi, che di certo in questo momento non fa sconti quando si parla di violenza, seguendo le indicazioni ricevute lunedì dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive che si era riunito d’urgenza proprio per affrontare questo caso, ha evidentemente ritenuto che le situazioni siano molto differenti rispetto al petardo che domenica ha stordito Audero durante Cremonese-Inter. Cerchiamo di capire.
le differenze
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Punto uno. Le quattro tifoserie fermate fino al termine campionato - Roma, Fiorentina, Lazio e Napoli - sono state protagoniste di scontri che hanno visto coinvolte centinaia di persone, nel caso dell’Inter i responsabili sono pochissimi, gli episodi di violenza decisamente più circoscritti. Altra cosa, sono molto diversi i contesti. Gli ultrà di Roma e Fiorentina si sono affrontati nel pomeriggio del 18 gennaio lungo l’autostrada A1, prima di Bologna. Tantissimi tifosi incappucciati hanno bloccato la viabilità, creando il panico e danneggiando diverse vetture. Stessa scena per le tensioni tra tifosi di Napoli e Lazio, all’alba del 25 gennaio, anche qui sulla A1, nel tratto tra Napoli e la Capitale. Le immagini degli ultrà a volto coperto che aspettano i “rivali” hanno fatto il giro del web. E in entrambe le situazioni era stata messa in evidenza la premeditazione. Punto due. Nel "caso Audero" il tutto è avvenuto all’interno dello stadio Zini, sotto stretta vigilanza, ed è stato frutto dell’iniziativa estemporanea di un singolo. Tanto che è quantomeno insolito che ad intervenire per fatti accaduti dentro un impianto sia stato il Ministro dell'Interno e non - come sempre accaduto in passato - soltanto il Giudice Sportivo (a proposito, la decisione arriverà oggi intorno all'ora di pranzo, visto il provvedimento del Viminale appare esclusa la chiusura della Curva, ci si limiterà a una maximulta).
il gradimento
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C’è un altro elemento che potrebbe aver inciso: l’immediata condanna del presidente Marotta che già lunedì ha detto: "Nel momento in cui saranno identificati tutti i responsabili (le immagini sono tuttora al vaglio della Questura di Cremona, ndr), l’Inter provvederà ad esercitare la clausola di gradimento per impedire il loro ingresso a San Siro. Inoltre procederà nei loro confronti davanti all’autorità giudiziaria". Un segno di collaborazione, formalmente assente negli altri quattro casi, che il Governo sembra aver apprezzato.









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