Hanno 16 anni e un tratto comune: avere già dimostrato di essere più che semplici promesse.
La Francia del tennis, che da anni vive di fiammate e di attese, oggi può guardare al futuro con una buona dose di speranza: la prossima generazione non è un’idea astratta, ha nomi, facce e risultati. Si chiamano Ksenia Efremova e Moise Kouamè. Hanno 16 anni e un tratto comune: avere gia dimostrato di essere usciti dalla categoria promesse per entrare in quella “solide realtà”. Il loro é un talento che, se coltivato nel modo giusto, lontano da pressioni eccessive e richieste di risultati immediati, darà grandi gioie al tennis francese che cerca nuovi protagonisti sul circuito.
Ksenia Efremova
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Efremova, classe 2009, nasce a Mosca e ottiene la cittadinanza francese nel 2023. La sua formazione passa per la Costa Azzurra e per ambienti di alto livello, con un periodo nell’orbita di coach Patrick Mouratoglou. Il punto di svolta, quello che fa rumore anche fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori, che accende su di lei i fari della curiosità, è la vittoria del titolo jr dell’Australian Open femminile la settimana scorsa battendo la russa Ekaterina Tupitsyna, diventando la prima francese a conquistare quel titolo dal 1999. Dopo la semifinale aveva riassunto il suo torneo senza enfasi: "Gioco sempre meglio partita dopo partita". Il suo tennis ha già un’impronta chiara: destrimane, rovescio a due mani, ritmo alto e una tendenza naturale a prendere l’iniziativa. I numeri “da grande” raccontano che ha già esplorato il circuito ITF mettendo in fila alcuni titoli e si è costruita una classifica Wta dove adesso è 583. Il punto interessante, per la Francia, è la solidità mentale: diversi ritratti la descrivono come una ragazza precocemente matura, segnata da un cambio di vita, col trasferimento in Francia dalla Russia per inseguire la carriera sportiva e la prematura scomparsa del padre a causa di un linfoma cinque anni fa.
Moise Kouamè
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Kouamé invece è nato a Sarcelles nel 2009, destro con rovescio bimane, fisico già pronto e possente, il suo è un caso di precocità applicata al tennis dei grandi. Ma proprio per questo l’attenzione è massima perché non si bruci o infortuni. E' entrato nel tabellone principale dell’ATP 250 di Montpellier passando dalle qualificazioni, diventando il primo nato nel 2009 a giocare un match a quel livello. A ottobre dello scorso anno era diventato il più giovane a guadagnare un punto Atp e ora circola intorno alle posizione 500.
così Ivan Ljubicic
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Cosa dicono di lui? C’è una frase che torna, ed è concreta: parla di potenza e anticipo. Ivan Ljubicic, che dopo aver chiuso l’esperienza di coach con Roger Federer è stato messo sotto contratto dalla Federtennis francese per dare una spinta alla ricostruzione, l’ha descritto così: a volte “devo fermarlo perché colpisce la palla troppo forte”. La Federazione francese in un profilo ufficiale, insiste sulla progressione veloce ma guidata: inviti mirati, passaggi graduali, e una gestione della crescita che eviti la classica trappola del “troppo, troppo presto”. Intanto i suoi punti di riferimento sono di altissimo livello: Novak Djokovic e Jannik Sinner, che spera presto di poter incontrare, almeno per un allenamento. Con Jannik condivideva il sogno da bambini: diventare pilota di F1, e l’automobilismo è il suo sport preferito, proprio come il nostro numero 1. Sarà per questo che va già così veloce.










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