Il padre del giovane Roberto: "Non sono ragazzate, non sono bravate ma bullismo". Indagano le forze dell’ordine
Giovani e bullismo - Fotogramma
14 febbraio 2026 | 13.36
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Un ragazzo disabile di 17 anni è stato aggredito, preso a calci e pugni, bastonato e gettato per due volte all’interno di un cassonetto dell’immondizia. L’episodio è stato denunciato dal padre Roberto, attraverso un lungo video pubblicato sui social, sarebbe avvenuto a Silvi, dove l'adolescente vive. Nel suo racconto, l’uomo parla di vessazioni fisiche e psicologiche ripetute, non di un fatto isolato, e denuncia un clima di omertà e silenzio. Secondo quanto riferito, le violenze si sarebbero consumate in un luogo pubblico e alla presenza di altre persone, alcune delle quali non sarebbero intervenute. Per fortuna una persona però è intervenuta e il ragazzo si è salvato.
"Oggi - dice l'uomo - intervenire è diventato un atto di coraggio quando dovrebbe essere normalità". Sull’accaduto sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine. Il fascicolo è seguito dalla Procura per i Minorenni dell’Aquila, che ha avviato gli accertamenti del caso. Trattandosi di violenze ai danni di una persona disabile, il procedimento procede d’ufficio.
"Queste non sono ragazzate, non sono bravate – ribadisce il padre – ma bullismo, una piaga che provoca danni profondi e duraturi". Nel suo racconto emerge anche l’amarezza per una società che tende a minimizzare e a voltarsi dall’altra parte, alimentando una cultura dell’omertà che finisce per proteggere i carnefici e isolare le vittime.
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