Studiando Djokovic: cos'ha imparato Sinner in quattro anni

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L'azzurro è cresciuto molto analizzando le caratteristiche del campione serbo

Luigi Ansaloni

29 gennaio - 16:52 - MILANO

Nessuno è mai arrivato a chiamarlo “Baby Nole”, come capitò anni prima a Grigor Dimitrov nel confronto con Roger Federer, ma soltanto perché Jannik Sinner è diventato presto un grande del tennis, rimanendo semplicemente Jannik Sinner. Indubbio, però, che Novak Djokovic, avversario dell’italiano in semifinale a Melbourne, sia sempre stato quello più simile, all’azzurro, dei Big Three, più in generale di tutti i grandissimi del passato. L'evoluzione della specie - Non è nemmeno un segreto che Jannik, per ammissione sua e del suo team, durante il percorso di crescita che lo ha portato a diventare n.1 al mondo e plurivincitore slam, abbia più volte attinto dal serbatoio del fuoriclasse di Belgrado, per migliorarsi continuamente. In grandi cose e anche in quei dettagli che completano un fenomeno, come entrambi sono. Djokovic oggi è avviato verso le 39 primavere e ovviamente non è più il giocatore di prima, ma senza dubbio per la generazione di Jannik è stato, e per molti versi è, un eccezionale termine di paragone. 

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