Stagione bella da impazzire: l'Italia del Biathlon ai Giochi punta al primo storico oro

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La squadra azzurra si presenta ad Anterselva per le gare di Milano Cortina 2026 dopo una prima parte di stagione che è stata fin qui trionfale

Francesco Albanesi

29 gennaio - 18:12 - MILANO

Diciassette podi e 7 vittorie in Coppa del Mondo. L’Italia del biathlon si presenta ad Anterselva per le gare olimpiche di Milano Cortina 2026 dopo una prima parte di stagione che è stata fin qui trionfale. Nella storia il record di podi in una singola stagione tra Coppa del Mondo e grandi eventi (Olimpiadi o Mondiali) ammonta a 21, ottenuti nel 2018-19 e 2022-23, entrambe stagioni post olimpiche. Addirittura, solo una vittoria in meno rispetto alla stagione record 2018-19, quando ne arrivarono 8. Non male se si considera che, gare di Anterselva comprese, sono state disputate fin qui 40 competizioni su 69 totali.

caccia al tabù

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Con la media di un podio ogni 2,35 gare stagionali e una vittoria ogni 5,71, l’Italia sogna di confermarsi e togliersi soddisfazioni anche ad Anterselva dove, dall’8 al 21 febbraio, le gare in programma saranno 11. Ai Giochi Olimpici è assente la single mixed relay, gara che vede al via solo un uomo e una donna, mentre c’è la staffetta mista che aprirà il programma. Alle Olimpiadi di casa questa bella Italia spera di riscrivere la storia, perché nonostante abbia avuto diversi campioni tra le sue fila, la nazionale azzurra non ha mai vinto alcun podio olimpico. La storia olimpica del biathlon è sicuramente giovane rispetto ad altre discipline, se si considera che è stato presente ai Giochi per la prima volta soltanto nel 1960 e le donne partecipano solo da Albertville 1992. Non solo: nelle prime due edizioni c’era solo l’individuale, poi anche la staffetta maschile aggiunta nel 1968, mentre la sprint è entrata nel programma solo dal 1980. Insomma, le possibilità di medaglie non erano tante e fino alla caduta del muro a dominare erano nazioni come Unione Sovietica, le due Germanie e le nazionali scandinave. Soltanto da Torino 2006 le gare olimpiche del biathlon sono salite a cinque per gli uomini e altrettante per le donne, mentre il numero attuale di 11 è arrivato a Sochi 2014 con l’introduzione della staffetta mista. 

medagliati azzurri

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Nella storia l’Italia ha vinto soltanto sette medaglie, un argento e ben sei bronzi. Il primo medagliato arrivava proprio dalla valle di Anterselva, Johann Passler, bronzo nell’individuale a Calgary 1988, dopo aver sparato addirittura per l’oro. Allora arrivò anche il bronzo con la staffetta maschile tutta altoatesina con Werner Kiem, Gottlieb, Taschler, Andreas Zingerle e lo stesso Passler. A Nagano 1998 il risultato migliore fin qui ottenuto dall’Italia con Pieralberto Carrara, dalla Val Serina, 3 giorni prima di compiere 32 anni. Il bergamasco arrivò 2° ad appena 5”5 dal norvegese Hanevold, riuscendo a non mancare alcun bersaglio. Un argento bello e anche sfortunato: il giorno precedente la gara, cadendo sul ghiaccio, Carrara ruppe il calcio della carabina e, sentendosi quasi tagliato fuori, scelse un numero di partenza basso per favorire i compagni di squadra. Inoltre, non sentendosi a proprio agio con la sua carabina, l’azzurro perse anche tanto tempo in ogni serie di tiro. Il resto è storia recente, di un biathlon italiano cresciuto costantemente e arrivato a vincere il bronzo nella staffetta mista sia a Sochi che Pyeongchang (Wierer, Windisch e Hofer protagonisti di entrambe le medaglie, mentre Oberhofer era presente in Russia e Vittozzi in Corea del Sud), il bronzo di Windisch nella sprint a Pyeongchang, mancando l’ultimo bersaglio, e infine Wierer nella sprint a Pechino.

QUALI SPERANZE AD ANTERSELVA?

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In realtà l’Italia vinse una medaglia d’oro in quello che era lo sport antenato del biathlon, la pattuglia militare, con squadre composte da quattro atleti: un ufficiale, un sottoufficiale e due soldati. A comporre il quartetto azzurro furono Enrico Silvestri, Luigi Perenni, Stefano Sertorelli e Sisto Scilligo. Ovviamente ai prossimi Giochi ad Anterselva, l’Italia ha opportunità di medaglia in ogni gara, visti i risultati ottenuti in questa stagione. L’Italia ha conquistato almeno un podio in 10 degli 11 format olimpici, con la sola eccezione della staffetta maschile, ottenendo vittorie in 6 formati di gara diversi. Giacomel è ovviamente la grande speranza, anche perché ha già vinto in sprint (2 volte), inseguimento e mass start. Gli manca ancora l’individuale, che per caratteristiche è forse la gara meno adatta a lui, nonostante sia argento mondiale. Ovviamente, da Perrot a Botn, passando per i loro connazionali e gli svedesi, gli avversari sono tanti e agguerriti. Tra le donne l’Italia può dire la sua con Vittozzi e Wierer sui quattro poligoni, soprattutto nell’individuale e forse nell’inseguimento. Poi c’è la staffetta mista dove, se ai 3 già citati ci aggiungiamo l’Hofer delle ultime settimane, sognare si può. Ma nel biathlon non si può mai dire, perché nessuno avrebbe scommesso sull’oro italiano nella staffetta femminile del Mondiale 2023. Insomma, non c’è nulla di certo e vincere non sarà semplice, non lo è mai nello sport, figuriamoci in una disciplina dalle mille variabili come il biathlon. Ma l’Italia è lì per lottare, mai come questa volta.

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