Stones-Akanji, l'Inter rifà il muro di Guardiola. Come funziona una difesa che ha alzato 7 coppe

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L’inglese sarà domani a Milano per visite e firma. Qui incontrerà l'amico col quale ha condiviso tre delle sue 10 stagioni a Manchester. Ed entrambi erano in campo nella famosa finale di Champions del 2023...

L’Inter nel suo giardino, in cui campeggiano davanti a tutto lo scudetto e la Coppa Italia alzati due mesi fa, vuole continuare a coltivare quella cultura della vittoria indispensabile per guardare sempre in alto. Per farlo, aprire le porte di Appiano Gentile a chi di successi se ne intende diventa la strada maestra. E in una visione di questo tipo, l’arrivo di John Stones è un tassello quasi necessario. L’Inter accoglie un nuovo difensore, ma soprattutto un calciatore che in carriera ha sollevato venti trofei. Una media di due a stagione nei suoi dieci anni al Manchester City. Nella città che ha dato i natali agli Oasis e ai The Smiths, l’inglese di Barnsley, che nel cognome ha una parte del nome della band di Mick Jagger, era arrivato appena 22enne, come un ragazzo tutto da scoprire, e se n’è andato da bandiera. Ora a Milano ci atterra che ha 32 anni e un curriculum illustre. Una bacheca strapiena dove però vuole fare spazio ad altri trofei. 

Formato Champions

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 Domani, salvo sorprese, è atteso a Milano per le visite mediche che anticiperanno la firma sul contratto. Stones ha accettato un biennale da 4 milioni a stagione. Ha scelto l’Inter, dove ritrova una sua vecchia conoscenza dei tempi del City con cui ha vinto 7 trofei come Manuel Akanji, perché convinto dal progetto nerazzurro che parte dalla voglia — e dalla necessità — di confermarsi in Italia, dopo il doblete dell’anno scorso, e di rilanciarsi in Europa. L’inglese ha uno storico di 62 partite in Champions League, arricchite da 6 gol e 4 assist. Quella coppa l’ha anche vinta e i tifosi interisti si ricordano bene quando. Era il 10 giugno del 2023. Nell’Inter di oggi restano cinque giocatori degli undici titolari schierati da Simone Inzaghi in quella finale; dall’altro lato, sponda City, erano in campo Stones mediano (accanto a Rodri, l’autore del gol vittoria al 68’) e nella difesa a tre, sulla destra, quell’Akanji col quale l’inglese ha condiviso tre stagioni a Manchester. 

Di nuovo insieme

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 Lo svizzero potrà essere stato un altro fattore che ha agevolato la scelta di Stones, chissà. Magari hanno già avuto modo di parlare di Milano, della Serie A, della squadra in cui Akanji, al suo primo anno, ha potuto gioire subito per due titoli vinti da protagonista. Stones con l’ex e di nuovo futuro compagno di squadra in Inghilterra ha giocato 58 partite in tre anni, 3.777 minuti in campo insieme in totale. Hanno celebrato insieme il triplete del 2023 con Champions, Premier League e Coppa d’Inghilterra, poi un altro scudetto nel 2024 e sempre nello stesso anno una Supercoppa Uefa e il Mondiale per Club, e poi nella stagione 2024-25 un Community Shield. Insomma, entrambi sanno come vincere e come farlo insieme. Akanji l’estate scorsa è arrivato all’Inter al fotofinish e si è rivelato determinante nella rosa di Chivu. Un insostituibile fin da subito, uno stakanovista che è diventato il giocatore interista di movimento con più minuti in campo in campionato. Stones si inserirà nella difesa a tre del romeno senza la pretesa di togliere la maglia da titolare allo svizzero ma piazzandosi al suo posto quando servirà. E Akanji potrà slittare sulla destra se Bisseck resterà in panchina. L’Inter alza il muro così, con un altro mattone in arrivo da Manchester.

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