Snapchat ci riprova con gli occhiali AR da duemila dollari

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L'azienda di Evan Spiegel apre i preordini per Specs, un computer indossabile e indipendente che sfida i grandi visori sul mercato

Snapchat ci riprova con gli occhiali AR da duemila dollari

17 giugno 2026 | 08.20

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Snap ha ufficialmente aperto i preordini per i suoi nuovi occhiali a realtà aumentata, battezzati semplicemente Specs. Il dispositivo segna il culmine di un percorso iniziato dieci anni fa con i primi Spectacles e rappresenta la concretizzazione della promessa del CEO Evan Spiegel di portare sul mercato consumer una tecnologia avanzata entro il 2026. Con un prezzo fissato a 2.195 dollari e spedizioni previste per l'autunno negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia, l'azienda tenta il salto di qualità definitivo, trasformando quello che era nato come un accessorio per social media in un vero e proprio computer autonomo da poggiare sul naso.

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Dal punto di vista tecnico, il visore si distingue per la sua totale indipendenza hardware, essendo privo di moduli esterni o cavi di collegamento a batteria, una scelta progettuale che si contrappone nettamente all'approccio adottato da Apple con il Vision Pro. Disponibili in due taglie dal design squadrato e vistoso, pensato per non passare inosservato, gli occhiali integrano lenti capaci di scurirsi in soli dieci secondi e un sistema di visualizzazione a cristalli liquidi su silicio in grado di mostrare milioni di colori con un campo visivo di 51 gradi. Sotto la scocca si trovano due processori Snapdragon dedicati rispettivamente alla computer vision e alla gestione dei filtri, che lavorano in sinergia per garantire un tracciamento rapido dei movimenti della mano e una bassa latenza.

L'autonomia dichiarata si attesta sulle quattro ore per singola carica, estendibili fino a venti tramite la custodia protettiva, con la possibilità di trasmettere contenuti in streaming da smartphone o PC collegando un cavo magnetico direttamente alla montatura. Nonostante le specifiche promettenti, Specs fa il suo ingresso in un mercato polarizzato, posizionandosi in una fascia di prezzo critica tra il successo commerciale degli occhiali intelligenti low-cost di Meta e le difficoltà dei visori premium. Resta da verificare come il pubblico accoglierà il dispositivo, specialmente a fronte delle persistenti perplessità legate alla privacy e alla reale utilità di questa tecnologia nel contesto quotidiano.

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