Tra due settimane il n.1 al mondo potrà allenarsi senza restrizioni: a Montecarlo è arrivato anche il tecnico. Si prepara il rientro
Il conto alla rovescia prosegue. Tra due settimane Jannik Sinner potrà tornare ad allenarsi senza più alcun tipo di restrizione, a Montecarlo e in qualunque club affiliato che non ospiti in quel momento un torneo. La settimana prossima, il Country Club sarà off limits per tutti: inizia il Masters 1000 e si apre ufficialmente la stagione sul rosso che porta al Roland Garros. Fino al 13 aprile, giorno della finale, Jannik dovrà stare alla larga dal circolo ma, tempo di liberare i campi da tribune e strutture per il pubblico e, dal 15 aprile, potrà tornare a giocare nel club a due passi da casa utilizzandone tutte le strutture, palestra compresa. Infine via libera alle sessioni con atleti tesserati, qualche collega-amico pescato in una cerchia sempre più ristretta.
riuniti
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Dopo New York, quando era uscita la notizia della positività accidentale al Clostebol, Jannik aveva detto di aver imparato a distinguere le persone dell’ambiente che si sono dimostrate amiche e quelle che invece gli hanno voltato le spalle. In questo periodo complicato Sinner si è svagato un po’ con gli amici monegaschi tra cui il ciclista Giulio Ciccone, che l’ha iniziato alle sgambate in bicicletta e i piloti Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi, con cui qualche giorno fa ha trascorso una giornata sui kart. Leggerezza, sorrisi, compagnia, quello di cui Sinner ha avuto bisogno in questo periodo di lontananza forzata dai campi.
Un mese e mezzo di lavoro intenso in palestra con Marco Panichi e Ulises Badio prima di riprendere con il tennis. Da un paio di giorni, a Montecarlo, è arrivato anche Darren Cahill. Il “capofamiglia” della squadra. Il coach di esperienza che ha affiancato Simone Vagnozzi nell’estate del 2022, dopo l’addio a Riccardo Piatti. Il team dunque è riunito, e Jannik potrà cambiare marcia, lavorando sul rientro agli Internazionali, a Roma, dove il numero 1 al mondo potrà tornare finalmente in gara il 9 o il 10 maggio visto che al primo turno usufruirà di un bye, il lasciapassare riservato alle teste di serie.
tanto lavoro fisico
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Il coach australiano ha lasciato (ma solo fisicamente) il gruppo dopo la vittoria dell’Australian Open, e torna a lavorare in presenza per la prima volta da quando Jannik ha ricevuto lo stop di tre mesi concordato con la Wada. I segnali del rientro sono sempre più tangibili, e tra due settimane tutte le supposizioni su dove sia e cosa faccia Sinner durante l’esilio, si diraderanno fino a mettere la parola fine a questo momento difficile per Jannik e per il tennis tutto.
il piano per roma
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I programmi di questi giorni prevedono sessioni in campo, in un club privato a due passi da Monaco, e un progressivo alleggerimento dei carichi di lavoro fisico. Marco Panichi, che per anni si è preso cura del corpo di Djokovic, l’uomo bionico che a quasi 38 anni rincorre il titolo 100 della carriera, ha focalizzato la preparazione sulla flessibilità, l’elasticità, la resistenza e ovviamente la forza. Verso il Foro, Sinner tornerà in campo forse un po’ arrugginito per la lontananza dai tornei, ma sicuramente tirato a lucido per il tanto lavoro fisico. In questi giorni l’altoatesino sta sbrigando tutte le «formalità» con gli sponsor tra shooting fotografici e spot, poi dopo le due settimane al Country, Jannik arriverà finalmente a Roma.
Il 5 maggio sarà al Foro Italico da uomo libero, e nel primo pomeriggio parlerà alla stampa che lo attende dal 9 febbraio. Il numero 1 al mondo, che fino a quel giorno non potrà mettere piede al Foro, ha già prenotato una doppia seduta di allenamento sul Centrale dove manca da due anni visto che nel 2024 non aveva potuto partecipare fermato dalla tonsillite e dai noti problemi all’anca. Ma stavolta sarà tutta un’altra storia.