Settant'anni di Pruzzo, bomber volante. VOTA Chi è il più forte di testa di sempre in Serie A?

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Il campionato italiano ha visto susseguirsi negli anni tantissimi specialisti del settore: da "Testina d'oro" Puricelli a Bobby-gol, passando per Hateley, Crespo e Batistuta. Nel giorno del compleanno netto di uno di questi specialisti, il sondaggio

Furio Zara

Collaboratore

1 aprile - 17:44 - MILANO

Nell’arte del colpo di testa pesano in egual misura la meccanica del movimento e l’istinto selvaggio del gladiatore, il tempismo e il coraggio. Le pagine della storia del calcio sono ricche di specialisti in materia, cannonieri certificati, campioni epocali. Abbiamo qui raccolto l’élite di coloro che hanno frequentato le aree di rigore della Serie A nell’ultimo secolo: stabilire chi sia stato il migliore di sempre non è un gioco facile, ma resta un bel gioco. Oggi compie 70 anni Roberto Pruzzo, il Bomber, O Rei di Crocefieschi, uno dei più grandi colpitori di testa del calcio italiano. Non arrivava al metro e ottanta, ma come pochi altri aveva un timer che gli dettava i tempi del salto. Pruzzo saltava perpendicolare al terreno, quasi sempre cogliendo di sorpresa il diretto avversario. Custodiva il suo segreto nella torsione del collo. Più della potenza, in Pruzzo eccelleva la precisione. Ogni colpo di testa era una sentenza.

  • Alessandro Altobelli (Inter, Juve)

    2.5%

  • Gabriel Batistuta (Fiorentina, Roma, Inter)

    3.3%

  • Roberto Bettega (Juve)

    21.2%

  • Oliver Bierhoff (Ascoli, Udinese, Milan, Chievo)

    11.6%

  • John Charles (Juve, Roma)

    2.9%

  • Hernan Crespo (Parma, Lazio, Inter, Milan, Genoa)

    1.7%

  • Francesco Graziani (Torino,Fiorentina, Roma, Udinese)

    1.2%

  • John Hansen (Juve, Lazio)

    0.0%

  • Mark Hateley (Milan)

    5.8%

  • Miro Klose (Lazio)

    0.0%

  • Leonardo Pavoletti (Sassuolo, Genoa, Napoli, Cagliari)

    1.2%

  • Roberto Pruzzo (Genoa, Roma, Fiorentina)

    8.3%

  • Hector Puricelli (Bologna, Milan)

    0.4%

  • Cristiano Ronaldo (Juve)

    7.1%

  • Beppe Savoldi (Atalanta, Bologna, Napoli)

    2.5%

  • Aldo Serena (Inter, Torino, Juve, Milan)

    12.4%

  • Luca Toni (Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Roma, Genoa, Juve, Verona)

    4.6%

  • David Trezeguet (Juve)

    2.9%

  • Christian Vieri (Torino, Atalanta, Juve, Lazio, Inter, Milan, Fiorentina)

    6.2%

  • Ivan Zamorano (Inter)

    4.1%

I sondaggi online di Gazzetta.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno lo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.

I 70 anni Pruzzo, O Rei di Crocefieschi

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Negli ultimi anni la facilità con cui si scannerizza ogni singolo gesto calcistico, ci permette di sapere che Cristiano Ronaldo - era il 2019 e la Juventus giocava contro la Sampdoria a Marassi - riuscì ad arrivare, staccando l’ombra da terra, alla considerevole altezza di 2,56 metri. Non ci è dato a sapere invece quando saltava Hector Puricelli, uruguaiano naturalizzato soprannominato “Testina d’oro” che vinse un paio di scudetti con il Bologna (1939 e 1941) e che poi brillò nel Milan, ma a spanne siamo a quelle altezze. Puricelli raccontava che in patria aveva segnato sporadici gol di testa, ma affinò la specializzazione in Serie A, poiché per compagno di squadra aveva Amedeo Biavati, l’artista del “doppio passo”, il miglior crossatore dell’epoca. Poiché il calcio è un gioco di squadra, anche lo specialista dell’incornata deve avere qualcuno che inneschi le sue qualità. Il calcio degli anni 80 prevedeva ali che avevano il compito di puntare la linea di fondo e crossare in mezzo all’area parabole che poi altri avrebbero sfruttato. Per taluni era una garanzia. Roberto Bettega, per esempio, aveva in Causio il suo assist man preferito. Bobby Gol, detto anche Penna Bianca per via dei capelli precocemente ingrigiti, usava i gomiti per farsi largo tra i difensori avversari e nell’impatto con il pallone era pressoché implacabile. Era molto bello da vedere, il colpo di testa di Bettega, un gesto da manuale del calcio: uno dei suoi gol iconici lo segnò con la maglia della nazionale, nel 1977 contro la Finlandia. Quello era anche il periodo di “Spillo” Altobelli. Non erano perentori, i colpi di testa di Spillo, non quanto, almeno, quelli di Bettega o Pruzzo. Erano “spizzate”, pennellate, colpi rubati alla mischia, invenzioni per risolvere un’equazione.

la lunga tradizione juventina

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La Juventus, a proposito dei grandi stoccatori di testa, vanta due campionissimi d’altri tempi. Il gallese John Charles e il danese John Hansen. Charles spiccava già all’epoca, fine anni 50 inizio anni 60, per la sua altezza, un metro e ottantotto, almeno dieci-dodici centimetri in più della media dei calciatori dell’epoca. In area di rigore Charles era letale. Impavido per naturale attitudine, osava dove osano le aquile. Una volta sbagliò l’impatto con il pallone e - con la testa, in corsa - andò a sbattere contro il palo. Un momento fantozziano, da cui però il “gigante buono” si riprese subito. Barcollò per un istante, poi riprese a giocare come niente fosse. Lo aveva anticipato, in maglia bianconera, un altro temerario: John Hansen. Che aveva una particolarità: leggeva in anticipo le traiettorie del pallone, per cui arrivava sempre un attimo prima degli avversari.

Giuseppe (Beppe) Savoldi maglia Napoli

Se Beppe Savoldi - tra Bologna e Napoli - fu un formidabile colpitore di testa (da adolescente aveva giocato a pallacanestro e da fermo, puntando i piedi, aveva un’elevazione spaventosa), a Torino negli anni 70 il derby dei colpitori di testa era particolarmente acceso. Ad opporsi a Bettega c’era, in maglia granata, Ciccio Graziani. In azzuro il “generoso Graziani” ha segnato un gol fondamentale, eppure dimenticato. Suo il colpo di testa, per niente irresistibile in verità, grazie a cui l’Italia di Bearzot pareggiò con il Camerun nella terza partita del girone del Mondiale del 1982, ottenendo il pass per la gloria che - contro Argentina e Brasile - sarebbe arrivata di lì a poco.

il gol più celebre degli anni '80

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Rimanendo in quel periodo storico, va detto che il gol più celebre degli anni 80 l’ha segnato invece l’inglese Mark Hateley, l’Attila rossonero che una domenica di ottobre del 1984 staccò altissimo nel cielo di San Siro, sovrastando il diretto marcatore, Collovati, e con una frustata impressionante del collo insaccò il pallone all’incrocio dei pali, battendo Zenga. Nell’Inter di qualche anno più tardi, invece, giocava un attaccante che, quando la mischia prendeva fuoco, sapeva farsi rispettare: Aldo Serena. Il gol più celebre di testa lo mise a referto nel derby dell’anno dei record, quando nel 1988-89 l’Inter del Trap sbaragliò tutta la concorrenza: quella volta Serena segnò in tuffo, lanciandosi nel vuoto e sfidando il tackle avversario, su cross di Bergomi dalla destra. Gli anni 90 che hanno scavallato nel Duemila hanno celebrato le gesta dei vari Bobo Vieri, Hernan Crespo, Gabriel Batitusta e Ivan Zamorano. Attaccanti completi, capaci di segnare in tutti i modi, abilissimi nel cogliere in ogni traccia aerea un’opportunità. Tutti e quattro erano uniti da una forza esplosiva nel salto e da una notevole audacia.

Pavoletti, "re" d'Italia e d'Europa

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La scuola tedesca, in quegli anni, ha offerto alla nostra Serie A due specialisti: Olivier Bierhoff e Miro Klose. E se alla Juve David Trezeguet - parliamo di venti e passa anni fa - sbucava per piazzare l’incornata vincente, ecco che a Luca Toni non serviva nemmeno saltare più degli altri: molti dei suoi gol di testa, li ha infatti segnati cogliendo l’attimo giusto, facendosi trovare lì dove serviva. Ma l’ultimo vero specialista italiano è stato e rimane a tutt’oggi Leonardo Pavoletti. Per lui vale l’etichetta di centravanti-schema, per cui buttare il pallone in mezzo all’area - se c’è il “Pavoloso” in agguato - equivale ad una occasione da rete. Una decina d’anni fa - nel suo periodo migliore -Pavoletti è stato, per percentuale realizzativa e pur giocando in squadre di fascia media, il miglior colpitore di testa in Italia e in Europa.

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