Serie A, le nuove regole funzionano: ecco perché si giocano 5' in più

5 ore fa 1

I primi ad essere contenti sono stati gli allenatori che avevano criticato le perdite di tempo. Gasp e Fabregas su tutti. "Che bello, finalmente si gioca"

25 agosto - 23:17 - MILANO

Gasperini ha esaltato la novità dopo la vittoria sulla Fiorentina. “Finalmente si gioca di più, che bello”. Le nuove regole sembrano aver messo d’accordo davvero tutti. Prima dell’allenatore della Roma ne era stato entusiasta anche Cesc Fabregas, uno che con Gasp si è beccato più volte negli scontri Champions dello scorso anno. “Le partite sono più divertenti con le nuove regole”. Stavolta sono tutti d’accordo. Già, ma nel pratico cosa è cambiato? In A si gioca più e la media del tempo effettivo si è gonfiata di quasi cinque minuti rispetto allo scorso anno: 59’14’’ contro 54’20’’.

le nuove regole

—  

La fotografia più nitida di questo cambiamento arriva da Atalanta-Sassuolo. Più di 66 minuti con il pallone effettivamente in gioco, pari al 69% della durata complessiva della partita. Un anno fa, nella prima giornata, il dato migliore si era fermato al 63%, quello registrato in Milan-Cremonese. Merito delle nuove regole. Il primo caso è stato quello del portiere Lorenzo Palmisani che durante Frosinone-Juventus ha concesso alla Juventus un calcio d’angolo per aver ritardato la ripresa del gioco da rinvio dal fondo. Ha impiegato più di 5 secondi e Ayroldi ha concesso il corner ai bianconeri. Stesso discorso vale per le rimesse laterali. Curiosità: Palmisani era stato protagonista lo scorso anno di un caso simile. Nella scorsa stagione, durante la gara contro il Monza di Serie B, era stato punito per aver trattenuto il pallone per troppo tempo, con un calcio d'angolo concesso ai brianzoli dall'arbitro Rapuano. In quel caso i secondi sono otto.   

tempo effettivo

—  

Alla fine della scorsa stagione la Serie A occupava l'ultimo posto tra i cinque grandi campionati europei per tempo di gioco effettivo: circa 54 minuti a partita, contro i 55 della Premier League e i 56 della Ligue 1. Oggi il campionato italiano è partito con un dato che lo avvicina sensibilmente a quei ritmi. E forse non è un caso che la novità venga accolta con entusiasmo proprio da quegli allenatori che, più di altri, avevano criticato le continue interruzioni. Da Gasp a Fabregas la rivoluzione è stata accolta con entusiasmo. Anche il designatore Orsato ha indicato la via: meno Var e arbitri al centro. Meno interventi che spezzano il ritmo, più responsabilità lasciata a chi dirige la gara. E dopo anni trascorsi a discutere di tempi morti, simulazioni, proteste e interminabili riprese del gioco, l'Italia sembra aver deciso di fare una cosa molto semplice: giocare di più.

La Gazzetta dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l’intero articolo