San Antonio contro i Lakers senza Doncic, Oklahoma City contro Minnesota, priva di Edwards. Anche al netto dell'eventuale recupero delle stelle infortunate, il pronostico pare chiuso
Oklahoma City e San Antonio hanno stravinto all’impatto playoff, proprio come si immaginava. Le squadre da battere nella Western Conference. Ora però, al secondo turno, la concorrenza diventa più agguerrita prima dell’eventuale incrocio in finale a Ovest che sembra comunque inevitabile. Los Angeles e Minnesota cercheranno di alterare il copione, far deragliare i pronostici di tutti che immaginano Shai Gilgeous-Alexander e Victor Wembanyama contro, con in palio un viaggio alle Finals 2026. Il problema per Lakers e Timberwolves è che non solo affrontano squadre sulla carta più forti, ma lo fanno senza il miglior giocatore, Luka Doncic e Ant Edwards, infortunati. Però hanno già ribaltato le aspettative contro Houston e Denver per cui non vanno considerati sparring partner anche perché quei due potrebbero rientrare a serie in corso, nel caso di Ant è una certezza. Ecco il dettaglio della doppia sfida: quintetti base e riserve, la chiave della serie, il fattore X e il pronostico di Gazzetta.it.
Thunder-Lakers
Il dubbio Doncic: ma basterebbe?
Luka Doncic. Afp
OKLAHOMA CITY: Gilgeous-Alexander, Dort, Jal. Williams, Holmgren, Hartenstein. Principali riserve: Wallace, Mitchell, Caruso, Jay. Williams. All. Daigneault. LOS ANGELES LAKERS: Smart (Doncic), Reaves, Hachimura, L. James, Ayton. Principali riserve: Kennard, Vanderbilt, Hayes. All. Redick.
LA CHIAVE – La difesa dei Thunder. La migliore Nba che ha martirizzato i Phoenix Suns, travolti 4-0 al primo turno. Senza Doncic i Lakers perdono 33,5 punti per partita e pensare che possano essere compensati da una cooperativa offensiva pare ambizioso con LeBron James 41enne, Austin Reaves rientrato da appena due partite dall’infortunio muscolare che l’ha tenuto fuori quasi un mese, e l’andamento offensivo intermittente di Luke Kennard e Marcus Smart. Contro Houston senza Kevin Durant è bastato, in sei partite, ma i Thunder mica sono i Rockets. Per i Lakers limitare le palle perse contro grandi atleti non sarà facile. Così come tenere a rimbalzo difensivo dall’aggressività sotto il loro tabellone dei piranha avversari.
IL FATTORE X – Luka Doncic. Che salterà quantomeno le prime due partite, quelle in programma in Oklahoma, per l’infortunio al flessore sinistro patito il 2 aprile proprio contro i Thunder. Non è scontato neppure possa rientrare per gara-3 in California. Per avere una chance di mettere pressione su Okc - che sembra possa recuperare al più presto Jalen Williams, che ha saltato le ultime due gare con Phoenix per un acciacco muscolare -, i Lakers hanno bisogno dello sloveno. Da spauracchio, persino non al meglio, ma con la sola presenza capace di impattare le spaziature offensive e la gravità difensiva avversaria. Farà in tempo a rientrare prima che diventi troppo tardi? Gara-1 è in programma dalle 2.30 di mercoledì ora italiana.
IL PRONOSTICO – Oklahoma City 4-1. I confronti diretti di stagione regolare dicono 4-0 Thunder con un margine di 29,3 punti. Conta relativamente, i playoff sono un altro sport e le assenze rendono quei precedenti attendibili solo in parte. Ma danno un’idea. I Thunder provano a diventare la prima squadra a ripetersi dai Warriors del biennio 2017-18 e i Lakers non paiono ostacolo da capolinea.
Spurs-Wolves
Fox l'uomo chiave per San Antonio
De'Aaron Fox. Getty
SAN ANTONIO: Castle, Fox, Vassell, Champagnie, Wembanyama. Principali riserve: Harper, Barnes, Johnson, Kornet All. Johnson. MINNESOTA: Conley, Dosunmu (Edwards) McDaniels, Randle, Gobert. Principali riserve: Hyland, Shannon, Anderson, Reid. All. Finch.
LA CHIAVE – De’Aaron Fox. Contro Portland, nella serie vinta 4-1 vinta dagli Spurs, in cui Wembanyama ha saltato una partita per i postumi di una commozione cerebrale, è stato lui a garantire ai texani i punti decisivi. La difesa di San Antonio il suo lo farà sempre. Gioca “col portiere” perché il francesone protegge il canestro da difensore dell’anno 2026. E i grandi atleti di perimetro sono tanti. Ma i punti contro la difesa schierata, specie in partite decise in volata, sono prerogativa soprattutto dell’ex regista di Sacramento. Che dovrà prendersi responsabilità e tiri, e soprattutto segnarli, quando conta di più.
IL FATTORE X – Ant Edwards. Il miglior giocatore dei Lupi, che hanno chiuso 4-2 la serie con Denver, ma che contro gli Spurs non potrebbero cavarsela senza il capobranco. Minny è già senza Donte DiVincenzo (rottura del tendine d’Achille destro) e con Ayo Dosunmu non al meglio (polpaccio destro). Ant è mancato (per due gare) come il pane a coach Finch. Il suo eventuale rientro - ci sarà a Minneapolis da gara-3, prima ancora non si sa -, garantirebbe non solo i 28,8 punti di media di stagione regolare, ma pure il talento e l’irriverenza di chi non vede l’ora di prendere i tiri decisivi con la stagione in bilico senza paura di sbagliarli e il timore riverenziale verso avversari più quotati. Gara-1 è in programma martedì dalle 3.30 ora italiana. Una corsa contro il tempo per Ant, ce la farà a ridurre i tempi di recupero dell’iperestensione del ginocchio sinistro oltre quelli previsti da protocollo medico?
IL PRONOSTICO – San Antonio 4-1. I Wolves come atletismo non patiranno il gap pagato dai Nuggets. Ma gli Spurs sono favoriti perché più cerebrali e con un marziano, Wemby, non replicabile. Gobert proverà a limitarlo come ha fatto con Jokic, faranno qualche giro su di lui pure Julius Randle e Jaden McDaniels. Rispetto a Denver gli Spurs hanno i difensori di perimetro capaci di non farsi “entrare in casa” gli avversari: Stephon Castle risolve problemi, su quel lato del campo.










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