Errori da principianti: evitiamo di essere prevedibili

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C'è una sostanziale differenza tra "consigli per iniziare" e suggerimenti per migliorare il proprio gioco. Il Texas Hold'em non è più un gioco di attesa come lo era tanti anni fa. Per restare a galla serve in primis evitare di essere leggibili, nel bene e nel male. Vediamo come correggere questo tipo di errore

Chi chiede spesso suggerimenti su come elevare il proprio poker si sarà accorto che molto ruota intorno allo stesso tema. Magari è spiegato con concetti differenti ma alla fine la sostanza è quella: per migliorare il gioco serve soprattutto non essere prevedibili. Analizziamo i concetti

I PRIMI PRECETTI POKERISTICI

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Ricordate quando volevate cimentarvi nel Texas Holdem? Sapevate le regole, i punti ma quanto a strategia eravate un po' acerbi. Rilanci in posizione, lettura del flop e quant'altro erano mondi che in teoria potevate comprendere ma che, all'atto pratico, vi mettevano in forte difficoltà. I primi insegnamenti erano in stile "vecchia scuola": gioca le premium hands, se ci sono colori o scale attento, altrimenti punta. Tutto ciò era giusto e comprensibile ma non si può andare avanti sempre così. Giocare "tight" (ovvero chiusi) vi rende davvero troppo prevedibili. Nel bene e nel male. Non riuscirete a vincere grossi piatti visto che avversari un po' più esperti sapranno tranquillamente passare overpair o top pair con kicker "problematico" contro di voi. Al contrario, vi farete spesso rubare i bui e andrete a perdere tanto in quei piatti che non riuscite a leggere. Un esempio: se per caso avete QQ e il flop è 9 5 3 vi sarà quasi impossibile immaginare il set dell'avversario mentre lui sarà ben lieto di puntare anche tanto perché sa che voi non passerete. Si è anche prevedibili nel postfop, sia per action che per dimensioni. Dopo un vostro raise preflop andate sempre in continuation bet. Allora floating o checkraise saranno alla lunga giocate profittevoli per i vostri avversari. E ancora: al flop puntate sempre mezzo piatto? Il vostro rivale sa che chiamando avrà implied odds e saprà bene se chiamare o no in base all'equity della sua mani

MIGLIORARE IL PROPRIO GIOCO E NON ESSERE PREVEDIBILI

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Spesso, come giustificazione, usiamo la sfortuna o il fatto che l'avversario doveva foldare quella mano. In realtà dobbiamo puntare il dito contro la nostra prevedibilità. Gli altri studiano e si adattano. E così dobbiamo fare anche noi. Essere a tavolo con 6 o 7 avversari è come essere a cena con altrettanti commensali. C'è quello che chiacchiera un sacco, quello che preferisce la carne, quello che convince tutti sul fatto che quel vino rosso sia fantastico. Il gioco non è così differente: anche in quella fattispecie ci troviamo ad affrontare personalità e stili diversi. Perché comportarci sempre nello stesso modo? Se vediamo che c'è un giocatore "come noi" (ovvero chiuso) inglobiamo qualche bluff nei suoi confronti o cerchiamo di rubare sui suoi blinds. Variamo anche le size di puntata: se abbiamo un buon punto non dobbiamo sempre far scappare i rivali. Protezione e semibluff possono magari far aumentare la percentuale di puntata rispetto al piatto. Soprattutto bisogna auto-analizzarsi in maniera onesta. Non sempre bisogna trovare qualcosa al flop per proseguire nell'azione. Se le prime 3 carte comuni sono 9 8 4 e un giocatore chiama la nostra bet al flop con QJs trovando magari una Q al turn, è una giocata che "ci sta". Non dobbiamo bollarlo come scarso perché "al flop ha chiamato con nulla". Quel punto non era "prevedibile" ai nostri occhi di giocatore chiuso. Sarebbe stato più "semplice" inserire mani come QT o QJ nel range se avessimo anche noi un gioco più "sorprendente"

4 maggio 2026 (modifica il 4 maggio 2026 | 15:09)

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