Il team australiano ha conquistato cinque vittorie in nove Grand Prix, quando mancano solo due tappe in Europa e (forse) due nel Golfo Persico, in dicembre
Maurizio Bertera
24 agosto - 09:30 - MILANO
Cinque vittorie in nove Grand Prix, oltre a dare un senso al primato in classifica, sono evidentemente un’ipoteca sul successo finale quando al termine di SailGP mancano solo due tappe in Europa e (forse) due nel Golfo Persico, in dicembre. Con la vittoria di Sessnitz, cittadina sul Mar Baltico e spiaggia prediletta di Rügen (la più grande isola tedesca), il team australiano di Bonds Flying Roos ha rafforzato la leadership nel circuito riservato ai velocissimi catamarani F50. Non è stato facile, ma non è una novità perché il pregio di SailGP resta l’equilibrio, con esiti diversi da una regata all’altra, e l’imprevedibilità delle regate vuoi per le località scelte (spesso con condizioni irregolari) vuoi per la fragilità delle barche. Poi è evidente che i migliori vadano in finale, ma non ci si annoia mai come possono testimoniare i 15mila spettatori, nelle due giornate di regata e in un Paese velisticamente inferiore a tanti. Anche se il team tedesco German by Deutsche Bank non sta facendo male: è giunto quarto nel Gruppo B, fallendo l’entrata in finale, e naviga nelle posizioni centrali del circuito. Comunque meglio di Red Bull Italy che non riesce a uscire dalla mediocrità: sesto su settimo nelle cinque regate di selezione per il Gruppo A, ha colto due terzi posti ma ha deluso nelle partenza e continua a mancare di regolarità come prova l’undicesima posizione nel campionato, fortemente a rischio sorpasso da parte di Black Foils.
la situazione
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A proposito dei neozelandesi, il team capitanato da Peter Burling – il timoniere di Luna Rossa – sta risalendo la china dopo i problemi della prima parte del circuito. A Sessnitz, è entrato nella finale a quattro con il successo nel Gruppo A davanti agli spagnoli di Los Gallos, che ormai sono protagonisti a pieno titolo. Dal Gruppo B sono arrivati i canadesi di Northstar, guidati da Giles Scott, e Bonds Flying Roos. Nella finale, corsa sotto una pioggia battente e in condizioni di mare autunnali, gli australiani sono partiti benissimo e non hanno mollato sino all’arrivo: quinta vittoria stagionale, come detto, davanti a Northstar, Los Gallos e Black Foils. Così il team capitanato da Tom Slingsby – direttore velico della sfida australiana alla prossima America’s Cup – viaggia con ben 14 punti di vantaggio nel circuito su Los Gallos e 23 su Artemis, il team svedese che ha come Ceo e driver Nathan Outteridge, australiano che Emirates Team New Zealand ha scelto per difendere la Vecchia Brocca. Detto che Sessnitz ha tolto le ultime speranze a Emirates GBR di poter bissare il successo del 2025 (è quarta in classifica ma a 30 punti dal leader), tra 15 giorni si torna in acqua a Valencia – luogo iconico per la grande vela - che per la prima volta ospita una tappa di SailGP. Una nota ancora sulla gara tedesca, che per tradizione si presta ai record: Il team francese DS Automobiles ha raggiunto in una prova 58,1 nodi di velocità, pari a 107,63 km/h, migliorando nettamente il primato di 103,93 km/h stabilito un anno fa dai danesi di Rockwool Racing.









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