Roma, Calafiori sogna il ritorno: "Esperienza lasciata a metà. Voglio esultare sotto la Curva Sud"

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Il difensore azzurro, ora all'Arsenal, apre a un rientro in Italia, nel club del cuore: "Sono ancora tifoso, all'epoca ero sfegatato. Non posso pianificare adesso tutta la mia carriera ma vorrei tornare"

Francesco Balzani

Collaboratore

2 marzo 2026 (modifica alle 10:34) - MILANO

Riccardo Calafiori e la Roma, un amore interrotto sul più bello e la voglia di abbracciarsi di nuovo. Il difensore, oggi in forza all’Arsenal, non nasconde il desiderio di tornare nella città in cui è nato e cresciuto (è nato a pochi passi dal Vaticano). E nella squadra che ha sempre tifato prima di un abbandono incomprensibile. "Sì, mi piacerebbe tornare alla Roma - ammette Calafiori in un’intervista al podcast Supernova-. Ovviamente non posso pianificare adesso tutta la mia carriera, ma vorrei tornare perché l'ho lasciata a metà. Era iniziato tutto benissimo: il gol (contro lo Young Boys, ndr) e la possibilità di giocare di più. Poi per vari motivi prima sono stato in prestito e poi venduto. Sicuramente non ho fatto come speravo per diversi motivi. Vorrei tornare per esultare sotto la Curva Sud davanti ai tifosi”.

CHE ERRORE

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Un messaggio chiaro anche se al momento le difficoltà non mancherebbero. Il difensore azzurro è stato pagato 45 milioni dall’Arsenal e ha un contratto fino al 2029, anche se va detto che in questa stagione le difficoltà non mancano: solo 1600 minuti in campo tra coppe e campionato (qui il nostro focus sul duello per la Premier tra Arsenal e City). Numeri condizionati dai tanti infortuni che lo hanno frenato: prima un fastidio all’anca, poi quasi un mese di stop tra dicembre e gennaio a causa di un problema muscolare. Arteta lo stima, ma ultimante gli sta preferendo Hincapié. E pensare che la Roma lo cedette senza troppi pensieri al Basilea per soli 2,5 milioni e il 40% della futura rivendita. Un aspetto quest’ultimo che ha acceso una disputa legale - ancora in corso - col club svizzero al momento della cessione all’Arsenal. Fatto sta che il club giallorosso ha praticamente regalato uno dei gioielli del suo vivaio e oggi si mangia le mani come accaduto in passato anche con Frattesi, Scamacca o Politano.

Il RACCONTO

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Calafiori, nel corso dell’intervista, racconta come andò: "Il primo anno andava tutto bene, ho segnato all’esordio con la maglia della squadra che amo e dopo che a 16 anni a causa di un grave infortunio mi avevano detto che non avrei potuto fare il calciatore. Sono ancora tifoso della Roma, prima ero sfegatato. L'unica pecca è che era durante il Covid, quindi non c'erano tifosi allo stadio altrimenti sarei andato immediatamente sotto la Sud". Poi però qualcosa si inceppa. "Il passaggio tra Primavera e prima squadra è velocissimo, non te ne rendi nemmeno conto - continua Calafiori -. Inizio i primi sei mesi con Mourinho, all'inizio va anche benino e gioco titolare fornendo qualche assist. Dopo il 6-1 contro il Bodo Glimt non ho più giocato e io volevo avere più spazio. Vado al Genoa in prestito, la situazione era complicata e ho fatto soltanto 3 presenze, di cui una da titolare. Ho fatto peggio di prima e non capivo perché. Dentro di me non mi sono mai rassegnato, ma l'idea era rimasta nella testa. In quel momento ero davvero giù. La Roma vinse la Conference League e i ragazzi che giocarono al posto mio fecero molto bene, quindi non c'era più spazio per me. Poi la Roma mi ha venduto al Basilea e all'inizio non ero contento, ma quando ho accettato il fatto di dover fare un passo indietro ho capito che sarebbe stato il posto giusto per me. Per un giovane era perfetto trovare continuità lì".

LA SVOLTA

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Ma la svolta è dietro all’angolo e si chiama Bologna. Dopo l’esperienza al Basilea, infatti, Riccardo esplode in Emilia e attira la corte di mezza Europa. "Ho gli occhi lucidi quando parlo di Bologna. Non si parla solo del livello calcistico, ma del livello umano. Quello che ho vissuto e abbiamo vissuto a Bologna è qualcosa di incredibile, ma come si fa a dire no alla Premier?". Di certo, Riccardo, non direbbe no alla Roma.

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