Robot modulari, funzionano anche quando perdono pezzi VIDEO

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Robot che continuano a funzionane anche quando sono letteralmente a pezzi, in grado di eseguire movimenti complessi e di sopravvivere a danni estremi che sarebbero fatali a qualsiasi altra macchina: anche dopo essere stati tagliati a metà, non smettono di funzionare e si riconfigurano, mentre le parti perse continuano a muoversi in modo indipendente finché si ricongiungono alle altre. Descritti sulla rivista dell'Accademia delle scienze statunitense, Pnas, sono stati realizzati dal gruppo di ricerca guidato dalla Northwestern University. La ricerca potrebbe portare a robot capaci di autoripararsi e di lavorare in situazioni estreme.

 

Le macchine sono composte da moduli autonomi simili ai mattoncini Lego. Ogni modulo, a forma di bastoncino lungo mezzo metro e collegato agli altri da una sfera, contiene il proprio circuito, la propria batteria e il proprio motore. "All’interno della sfera - dice Sam Kriegman, che ha coordinato lo studio - il robot ha tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere".

Per trovare la configurazione ottimale, i ricercatori hanno usato un algoritmo evolutivo, cioè un algoritmo che si ispira al principio di evoluzione degli esseri viventi per trovare la soluzione migliore. Il risultato è una macchina modulare dall'aspetto insolito, che può imitare movimenti tipici del mondo animale: dalle ondulazioni ritmiche di una foca ai rapidi scatti di una lucertola, fino ai potenti balzi di un canguro.

"Questi sono i primi robot a vedere la luce dopo essersi evoluti all'interno di un computer", commenta Kriegman. "Se capovolti, si raddrizzano istintivamente e continuano il loro percorso, e possono sopravvivere se tagliati a metà o in più pezzi. Inoltre - conclude il ricercatore - ogni modulo può diventare un agente individuale, una volta separato".

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