Batteri come navette per combattere i tumori

3 ore fa 2

Batteri geneticamente modificati per rilasciare i farmaci antitumorali direttamente all'interno delle cellule malate: è questa l'ultima frontiera della bioingegneria, descritta da Tianyu Jiang dell'Università di Shandong, in Cina, sulla rivista Plos Biology. Lo studio ha testato il ceppo di Escherichia coli Nissle 1917 (EcN) geneticamente modificato per produrre la romidepsina, un agente antitumorale approvato dall'ente degli Stati Uniti per la sorveglianza sui farmaci, la Fda.

Il batterio è stato poi iniettato in modelli murini umanizzati con cellule tumorali del seno. E' emerso che EcN ha colonizzato il tumore rilasciando la romidepsina sia in vitro che in vivo in diverse condizioni. "La terapia - afferma Jiang, autore principale dello studio - ha agito efficacemente e in modo mirato sul cancro".  Inoltre, "la colonizzazione tumorale da parte dell'Escherichia coli Nissle 1917 - aggiunge - ha agito in sinergia con l'attività antitumorale della romidepsina, dando vita a una terapia antitumorale a doppia azione".

I batteri interagiscono con il corpo umano svolgendo un ruolo fondamentale sia nella salute che nella malattia. Tuttavia, sottolineano gli esperti, l'efficacia delle terapie antitumorali basate su batteri geneticamente modificati non era ancora stata stabilita. "Il ceppo EcN - continua Jiang - si è dimostrato molto promettente per il trattamento di tumori e pone solide basi per la creazione di batteri in grado di produrre farmaci antitumorali per terapia mirate".

Per i ricercatori, tuttavia, sono necessari ulteriori studi, visto che il trattamento non è ancora stato testato sull'uomo. Occorre inoltre ancora identificare i potenziali effetti avversi e i metodi per eliminare i batteri dopo il trattamento.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo