Rai, Claudio Fasulo: "È una stagione straordinaria per l'intrattenimento musicale"

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Il vicedirettore dell'Intrattenimento Prime Time Rai: "Grandi soddisfazioni da Sanremo, Canzonissima, The Voice, e ora con De Martino si apre nuova fase"

"È una stagione straordinaria per l’intrattenimento musicale”. Il vicedirettore dell'Intrattenimento Prime Time della Rai, Claudio Fasulo, lo dice così, senza giri di parole, come si afferma qualcosa che non è un’opinione ma una constatazione. Una stagione che, nelle sue parole, tiene insieme Sanremo, Canzonissima, The Voice nelle sue molteplici declinazioni ed Eurovision, come diversi capitoli di un unico racconto Rai. “In questa fase - ribadisce in un'intervista all'Adnkronos - la musica è decisamente centrale nelle nostre produzioni. Il festival di Sanremo, Canzonissima, Eurovision Song Contest e come non parlare di Antonella Clerici che con 'The Voice Senior', 'The Voice Kids' e 'The Voice Generations' quest’anno ha fatto più di venti puntate oltre il 21% di media, risultati eccellenti”.

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Per Fasulo, l'intrattenimento musicale non è un genere "è una vocazione Rai", dice citando anche l'innovazione tecnologica messa in campo al festival di Sanremo, "quest'anno trasmesso con un audio Dolby Atmos, un primato per la tv italiana e non solo". A Sanremo, sottolinea Fasulo, che del festival è il dirigente Rai responsabile da molti anni (la prima volta nel 2015), "ogni direzione della Rai dà il massimo, perché Sanremo, con le sue tante ore di trasmissione, i suoi tanti programmi satellite e una raccolta di Rai Pubblicità che è arrivata a 72 milioni di euro, è un pilastro dell'azienda, un grande evento socio-culturale e una straordinaria vetrina".

Ma perché la musica funziona così tanto in tv in questo momento storico? "Probabilmente - risponde Fasulo - c'entra anche il clima internazionale pesante, l'abbondanza di notizie non buone su conflitti vecchi e nuovi. Nel momento in cui si ha bisogno di staccare, la musica è il mondo in cui ognuno può emozionarsi. È un rifugio, un modo per alleggerire la presa”.

Il recupero di 'Canzonissima' però non è piaciuto a tutti. Ma su questo Fasulo ci tiene a chiarire un punto: "La ripresa del marchio non è la ripresa del format. Non volevamo rifare Canzonissima. Abbiamo ripreso un marchio popolare, che evoca la storia dell’intrattenimento. E infatti non facciamo la gara tra cantanti, che non ci avrebbe permesso probabilmente di avere un cast così prestigioso, ma mettiamo in orbita canzoni bellissime". E, parlando della scomparsa di Gino Paoli, racconta un episodio che gli è rimasto impresso: "'Ti lascio una canzone' non è nella sua top five, ma è un brano di una bellezza intensa. E dei venticinquenni l’hanno scoperto sabato sera grazie all'interpretazione affidata a Michele Bravi".

Sulla competizione con gli ascolti del Serale di 'Amici', che nel confronto ha vinto su 'Canzonissima', Fasulo sottolinea che il programma di Rai1 non nasce per inseguire quello di Maria De Filippi su Canale5: “C’è una complementarietà di pubblici con Amici. Amici è fortissimo sui giovani, noi sul pubblico generalista sopra i 60 anni, lo zoccolo duro di Rai1”.

A metà maggio sarà la volta dell’Eurovision, dove quest’anno Gabriele Corsi sarà affiancato da Elettra Lamborghini. "Corsi è un playmaker affidabile, preparato, simpatico. E al suo fianco da cinque anni cerchiamo di mettere un artista in grado di sparigliare un po' le carte. C'è stato Cristiano Malgioglio, poi BigMama, e quest'anno dopo una bella stagione tra 'Boss in incognito' e Sanremo ci è sembrato interessante proporre l’Eurovision a Elettra", racconta Fasulo. Poi sorride: "E poi Elettra porta bene: nel 2021 quando vinsero i Maneskin Elettra era a Rotterdam perché suo marito, Afrojack, partecipava alla kermesse. Quindi non succede ma se succede...".

E sull’Italia in gara, rappresentata da Sal Da Vinci, aggiunge: "Sal Da Vinci ha vinto a Sanremo perché rappresenta l’italianità più schietta e Napoli è una delle bandiere più riconosciute nel mondo". E su cosa bolla in pentola per la messa in scena di 'Per sempre sì' sul palco di Vienna, Fasulo non si sbilancia ma qualcosa fa intuire: "Ancora non conosco i dettagli ma immagino che l'idea sia di portare sul palco l'atmosfera di una festa partenopea, il massimo potenziale di contagio emotivo".

Quando si torna a Sanremo 2026, Fasulo non nasconde che sia stata una annata movimentata. "È stata un’edizione articolata, come sempre, con diverse polemiche ma il computo matematico colloca il quinto anno di Carlo Conti tra i migliori di sempre", dice. E allargando lo sguardo agli undici anni in cui ha seguito il Festival aggiunge: "Sanremo, grazie al lavoro di Rai e dei Direttori Artistici di questi anni, è profondamente mutato. È tornato ad essere un grande fenomeno sociale e di costume e, soprattutto ha riconquistato il pubblico giovane che è l'elisir per una lunga vita del festiva. Anche quest’anno, come accaduto pure nel 2025, abbiamo fatto più dell’80% nella fascia 15-24: un dato fenomenale", rimarca.

Il passaggio di consegne in diretta a Stefano De Martino, che ha chiuso il festival, è stato uno dei momenti iconici dell’edizione 2026. "Un momento che Carlo Conti ha voluto fortemente e che ha gestito in modo importante e coinvolgente. È stato un gesto di grande generosità. Carlo è una forza assoluta per la Rai. È aziendalista nel midollo".

Ora si apre la nuova fase De Martino, dunque. Fasulo è prudente: "Ufficialmente i lavori non sono ancora cominciati. C’è un vantaggio temporale importante, e vale la pena di utilizzarlo al meglio", dice per poi aggiungere parole molto nette sul nuovo conduttore e direttore artistico: "Sarebbe molto stimolante lavorare con un uomo di spettacolo di 37 anni che ha la sua preparazione. È serio, studia, lavora, ascolta. Si circonda di persone competenti. Oltre ad essere un conduttore brillante, canta e balla molto bene. Un profilo professionale molto interessante". Ci sarà un direttore musicale? "Veramente, è un ruolo che c’è sempre stato. Sta al direttore artistico decidere come avvalersene". (di Antonella Nesi)

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