Michela Murgia, online il mausoleo digitale dei suoi post sui social

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Grazie a un progetto innovativo che tutela l’eredità digitale dei contenuti pubblicati dalla scrittrice e attivista sarda

Una nuova pagina della memoria digitale di Michela Murgia è ora accessibile al pubblico grazie a un progetto innovativo che tutela l’eredità digitale dei contenuti pubblicati dalla scrittrice e attivista sarda sui social media. Il sito https://www.michelamurgia.zephorum.com/ raccoglie in maniera ordinata e consultabile tutti i post di Instagram, Facebook e YouTube di Murgia, offrendo ai lettori uno spazio autonomo e indipendente dalle piattaforme tradizionali. Lo annuncia Alessandro Giammei, figlio d'anima ed erede dell'intera opera dell'autrice del romanzo "Accabadora" per il quale ha vinto i premi Campiello, Dessì e SuperMondello.

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Murgia, scomparsa prematuramente, il 10 agosto 2023, a 51 anni, aveva da sempre una forte presenza online. Dal suo primo libro nato da un blog, ai forum e portali in cui lottava per la filiera del libro, per l’indipendentismo sardo e contro il femminicidio, fino ai social media, dove è stata pioniera nel lanciare un romanzo su Facebook e nel creare comunità virtuali, l’autrice ha lasciato un patrimonio digitale ampio e variegato. Su YouTube aveva partecipato a conversazioni con Chiara Valerio nella serie Buon Vicinato, mentre su Instagram aveva conquistato centinaia di migliaia di follower con la sua “Rassegna stampa sessista” e interventi sull’attualità e sulla letteratura.

Il progetto di conservazione digitale è stato reso possibile grazie a Zephorum, startup tecnologica sarda guidata da donne, che ha organizzato i contenuti scaricati dai social in un archivio pubblico accessibile per data, ordine cronologico e ricerca testuale. Sono esclusi i messaggi privati e i commenti altrui, ma le parole, le immagini e i video pubblici restano consultabili al sicuro dalle scelte dei grandi operatori dei social, che negli ultimi anni hanno visto una crescente concentrazione di potere e trasformazioni politiche e commerciali.

In segno di omaggio alla scrittrice, gli sviluppatori hanno sostituito il tradizionale “mi piace” con una reazione personalizzata: il carciofo, l’ortaggio preferito da Murgia. Gli utenti registrati potranno così celebrare la memoria dell’autrice in maniera simbolica e coerente con il suo spirito. Inoltre, tramite un modulo dedicato, sarà possibile accedere a informazioni supplementari sull’eredità digitale della scrittrice per finalità di ricerca.

L’iniziativa mira a garantire che la voce di Michela Murgia continui a ispirare lettori, studiosi e cittadini, sottolineando l’importanza di preservare la propria eredità digitale e quella dei propri cari in un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici e sociali.

Racconta Alessandro Giammei: "Michela Murgia ha sempre avuto una forte presenza su Internet. Il suo primo libro è nato da un blog, il suo sito personale ha lanciato le sue idee prima che raggiungessero le prime pagine dei giornali, il suo attivismo per la filiera del libro, per l’indipendentismo sardo e contro il femminicidio si è articolato in forum, portali e pagine online che spesso creava e gestiva lei stessa. Poi sono arrivati i social media, e la scrittrice sarda ne è stata un’interprete astuta e innovativa. È stata tra le prime (se non la prima in assoluto) a lanciare un proprio romanzo su Facebook, e attraverso Facebook ha organizzato comunità e risposto agli attacchi che subiva da politici al governo. Su YouTube ha conversato per ore con Chiara Valerio nella serie Buon Vicinato. E su Instagram ha raggiunto centinaia di migliaia di persone con la sua “Rassegna stampa sessista”, con lucidi interventi sull’attualità e sulla letteratura, con il racconto politico della sua malattia. Michela Murgia ha lasciato dunque un grande archivio di scritti, immagini e video sulle piattaforme che ha frequentato di più. Quelle piattaforme però cambiano vertiginosamente e, da quando l'autrice è morta, sembrano sempre di più cambiare per il peggio. Oligarchi miliardari dall’oscura agenda politica le comprano per trasformarle in megafoni di propaganda, ne smantellano i meccanismi di fact-checking, le mettono al servizio di governi autoritari e polizie di frontiera. Non sappiamo cosa Michela Murgia direbbe e farebbe in questo panorama. Sappiamo però che è importante preservare il destino dei suoi post, che non appartengono alle piattaforme su cui li ha pubblicati ma alla sua eredità, condivisa tra lettrici e lettori in tutto il mondo. Perciò abbiamo deciso, in quanto eredi della sua opera, di ricorrere a un diritto garantito a cittadine e cittadini d’Europa: quello a reclamare l’eredità digitale. È stato possibile grazie alle competenze legali e tecniche di una compagnia sarda di respiro internazionale, una delle pochissime startup d’innovazione tecnologica in Italia a essere guidata da una donna: Zephorum".

Continua GiammeI: "Con lungo e paziente lavoro, Zephorum ha organizzato la massa di dati che abbiamo scaricato dai social media di Michela in una pagina-mausoleo pubblica: https://www.michelamurgia.zephorum.com/ . A questo indirizzo si possono ora trovare tutti i post di Instagram, Facebook e YouTube di Michela, consultabili in modo razionale (attraverso l’ordine cronologico, la selezione di una data e una barra di ricerca) in barba ai trucchi sempre più confusionari degli algoritmi. Sono esclusi naturalmente i messaggi privati e i commenti altrui, ma le parole, le immagini e i video resi pubblici sui suoi profili da Michela nel corso degli anni sono ora ordinatamente consultabili in un ambiente digitale autonomo, indipendente come lei, al sicuro dalle scelte di chi controlla i social media in questa inquietante stagione politica".

È un luogo digitale di commemorazione, ma Michela non amava i fiori recisi. Giammei racconta: "Preferiva i carciofi, e dunque gli sviluppatori di Zephorum (in particolare Alessandro Giovagnoli e Andrea Scanu) hanno reso possibile ai visitatori registrati una reazione personalizzata: il carciofo appunto, nobile ortaggio che rimpiazza i “mi piace” cui siamo sempre più dipendenti sui social media. Sarà inoltre possibile richiedere, per chi fa ricerca, ulteriori informazioni sull’eredità digitale di Michela Murgia attraverso un modulo facilmente accessibile. L’eredità digitale pubblica di Michela Murgia rimarrà su Zephorum per continuare ad ispirare cambiamenti, lotte, letture e studi. Ci auguriamo che questo passo ispiri tutte e tutti anche a prendersi cura della propria eredità digitale e di quella dei propri cari". (di Paolo Martini)

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