Nei suoi sette anni in rossonero, il valore di Rafa ha registrato variazioni significative. Il picco nel 2023, ma adesso la valutazione è scesa. E la clausola in teoria è ancora valida...
Leao con mezzo piede fuori dall’uscio, Leao messo alla porta dal suo stesso stadio, Leao che potrebbe cambiare aria per il bene del Milan e, anche, del suo. Tra ipotesi, dati di fatto e riflessioni provocatorie (ma nemmeno poi tanto), il futuro di Rafa è destinato a tenere banco sino a fine campionato, e ovviamente oltre. L’epilogo dell’annata attuale, se non ci sarà un riavvicinamento col mondo rossonero – banalmente: basterebbe mettere dentro quei 3-4 gol decisivi per la Champions -, porterà a ragionamenti profondi da parte della dirigenza e anche del diretto interessato. Perché può davvero essere che al settimo anno Leao e il Diavolo siano una coppia entrata in una crisi non ricucibile. La scelta di disegnare la squadra sempre attorno a lui ha pagato relativamente, e pensare a un Milan senza il portoghese è uno scenario che non crea (più) un panico particolare. A patto che al suo posto arrivi un attaccante di primo livello, e a patto che l’eventuale addio porti una ragionevole liquidità finanziaria. Uno dei punti principali è proprio questo: a quale cifra Rafa potrebbe essere liberato? A partire da quale base la dirigenza rossonera accetterebbe di sedersi a un tavolo?









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