Pulisic torna Capitan America! E Cardinale respinge il mercato: il nuovo Milan riparte da lui

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Dopo un campionato deludente, l'attaccante del Milan indossa la maglia della nazionale e incanta: sondaggi di Roma e City Group, ma Cardinale lo vuole rossonero

Il religiosissimo Christian Pulisic sfiora l’estasi pura, come se l’avesse colto una luce celeste: in questo stato dimentica pure il dolorino alla gamba e si abbandona all’abbraccio finale, sconfinato, del SoFi Stadium. In fondo, è quello di un’intera nazione che ogni quattro anni inizia a palpitare per il soccer: stavolta, però, il sentimento potrebbe essere duraturo e sorprendente, anche perché il milanista col costume da Capitan America guida un gruppo mai così forte e spinto dal potente vento di casa. Qualche metro più su, su una tribunetta di questo stadio avveniristico, si staglia Zlatan Ibrahimovic con microfono della Fox in mano, tra Alexi Lalas e Thierry Henry, gli altri due inavvicinabili commentatori mondiali: lo svedesone in video non fa che tessere gli elogi del “suo” rossonero e, prima e dopo la vittoria degli Usa con il Paraguay, ha pure avuto modo di parlare brevemente con lui. L’istrionico Ibra in California farebbe un altro lavoro, che non fa certo impazzire i tifosi in Italia, ma è pur sempre uno dei pochi punti di riferimento del Milan nelle nebbie di questa epoca, nonché il braccio destro del patron Gerry Cardinale. Insomma, anche lui stringe questo filo rossonero, che parte da una Los Angeles in festa e si estende fino a una Milano in subbuglio. Per il club di RedBird sarebbe opportuno che Pulisic, di nuovo guida spirituale della sua nazionale, torni a provare le stesse emozioni anche in maglia milanista. Anzi, proprio da questo intendimento si costruisce il futuro: qualunque sarà la direzione sportiva che prenderà definitivamente il Milan, Christian rimarrà al centro del progetto. È così che vuole Cardinale, che nel 27enne americano vede un talento, certo, ma pure un perfetto ambasciatore per il suo mondo. 

Il piccolo guaio

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In questo clima di esaltazione collettiva, sarebbe difficile per chiunque pensare al proprio club dall’altro lato del pianeta. Intervistato dalla Gazzetta, Christian lo aveva ammesso pure: lui è sicuro che il Milan tornerà semplicemente Milan, ma in questo momento il Mondiale casalingo occupa ogni pensiero. Ancora di più dopo questo debutto portentoso, per la forza della squadra in campo e per l’elettricità della gente attorno. Pulisic, in realtà, si è goduto la festa soltanto a metà: solo 45 minuti in cui partendo da sinistra ha fatto a fette il Paraguay e ha assistito il cannibale Balogun nell’azione del 2-0. Poi dopo l’intervallo non è rientrato per un piccolo infortunio, di cui ha parlato lui stesso alla fine: "Spero di stare bene. È solo la parte posteriore della gamba, nella zona del polpaccio. Mi è già successo qualcosa di simile in passato, resto positivo. Non penso sia nulla di grave...". Anche Pochettino ha sparso un po’ di tranquillità e detto di aver scelto la massima precauzione nel cambio. Gli Usa hanno una settimana prima di tornare in campo, il 19 a Seattle contro l’Australia, saranno decisivi i prossimi giorni per capire come sta davvero il milanista. 

Le tentazioni

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Indipendentemente dal recupero, Christian ha scacciato le nubi che lo avevano accompagnato per tutto il 2026 milanista, in cui non aveva segnato neanche lo straccio di un golletto, e ha mostrato un livello che non si vedeva da un po’: "In realtà penso di stare giocando bene già da un po’ – ha rintuzzato a fine partita -. Sono onorato di essere qui a rappresentare il mio Paese e a giocare in un Mondiale. Non ho bisogno di altra motivazione. E per me non è una grande sorpresa che gli Stati Uniti giochino così bene. Poi il resto lo fa il pubblico: tutte quelle maglie a strisce rosse e bianche sugli spalti, che emozione". Il Milan non può che essere felice di questo mood così ispirato, anche se a Christian guardano in tanti: per lui c’è stato un sondaggio dalla Roma gasperiniana e un altro dalla galassia del City Group, quello del Manchester City, che vorrebbe farlo bandiera del New York City FC. Cardinale e Ibra, però, hanno tutt’altra idea e vogliono stringersi ancora di più attorno alla propria star, finalmente tornata in una vetrina mondiale. Per il resto, Christian, che legge la Bibbia appena può, ha già ceduto da tempo alla corte del Diavolo.

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