Celebre esponente della "pop art", nella sua vita è stato anche illustratore, disegnatore, fotografo e scenografo
Andrea Fiori
12 giugno - 14:07 - MILANO
Il mondo dell'arte contemporanea piange la scomparsa di David Hockney, morto oggi, venerdì 12 giugno, all'età di 88 anni nella sua casa di Londra. Nato nel 1937 a Bradford, una cittadina industriale del nord dell'Inghilterra, Hockney se ne era andato dalla città d'origine guidato con una convinzione: "Credo che il processo stesso di guardare possa rendere bella una cosa". Con i suoi inconfondibili occhiali rotondi, i capelli biondo platino e l'immancabile sigaretta tra le labbra, è diventato una delle figure più iconiche e amate del Ventesimo e Ventunesimo secolo, capace di ridefinire i confini della pittura e di vendere le sue opere a cifre record, fino ai 90,3 milioni di dollari raggiunti nel 2018.
david hockney è morto a 88 anni
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La sua consacrazione globale è indissolubilmente legata alla California meridionale, dove si trasferì negli anni Sessanta. Lontano dalle atmosfere uggiose della Gran Bretagna, Hockney si innamorò dei panorami suburbani di Los Angeles, inondati dal sole, facendo delle piscine scintillanti - tra cui il capolavoro A Bigger Splash - dei veri e propri manifesti generazionali. Attraverso l'uso di colori vivaci e forme semplificate, l'artista ha saputo intrappolare la trasparenza dell'acqua e la solitudine rarefatta della vita californiana. Una ricerca che non si è mai fermata alla pura estetica, perché per lui "nell'arte, nuovi modi di vedere significano nuovi modi di sentire; non puoi divorziare dai due, non puoi avere tempo senza spazio e spazio senza tempo".
una vita dedicata all'arte
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Spinto da questa curiosità insaziabile, Hockney non si è mai adagiato sul successo, dimostrandosi un instancabile sperimentatore. È stato un pioniere nell'uso dei collage fotografici con le Polaroid e, in età avanzata, ha abbracciato le nuove tecnologie dedicandosi alla pittura su iPad. Negli ultimi anni era tornato alla natura, dipingendo i boschi dello Yorkshire e della Normandia, convinto che "godersi il paesaggio è un'emozione". Anche quando la salute lo ha costretto sulla sedia a rotelle, non ha mai smesso di creare. Il suo immenso lascito, celebrato di recente a Parigi con una monumentale retrospettiva, testimonia la storia di un uomo che ha vissuto fino all'ultimo giorno con l'entusiasmo di chi sa guardare il mondo da una prospettiva sempre nuova.









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