Kevin guida i Diavoli Rossi. Con Lukaku, Courtois e Witsel cerca il primo titolo in nazionale
Kevin De Bruyne e la nutrita truppa degli over trenta di Rudi Garcia sono pronti a stracciare il fogliettino con scritto “retorica” e a buttarlo giù dall’ultimo piano dello Space Needle di Seattle, la casa scelta dal Belgio per prepararsi a un Mondiale dove fioccheranno addii. "A questo punto della carriera so che non potrò più godere di tornei come questo", ha detto ieri la stella del Napoli.
Last chance
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La “golden generation” belga dei KDB, dei Lukaku, dei Courtois, ma anche dei Witsel e dei Meunier, s’è stufata di sentirsi dire che "non è importante ciò che provi alla fine di una corsa, ma quello che provi mentre corri", perché l’ultimo Mondiale della vita deve coincidere con una vittoria. Il Belgio dei talenti, quello del "non è mai stato così forte" e del "se non vince adesso quando vince?", fin qui ha collezionato solo un terzo posto in Russia nel 2018. Fuori ai quarti in Brasile nel 2014, out ai gironi in Qatar nel 2022. A questi si aggiungono i quarti di Euro 2016 e 2021 e gli ottavi del 2024. Nessun titolo per la generazione d’oro, che nel frattempo, tra campionati e Champions, coi club ha inanellato spesso meraviglie. Garcia guida la nazionale europea con più Mondiali alle spalle senza mai vincerne uno: il debutto è fissato per domani al Seattle Stadium contro l’Egitto (21 italiane). A completare il girone abbordabile ci sono Iran e Nuova Zelanda. Tra i pali ci sarà Courtois, 34 anni, che un paio di giorni fa ha svelato che dopo il Mondiale potrebbe anche lasciare la nazionale dopo 109 presenze. Garcia si è portato Senne Lammens, titolare dello United, e il 20enne Mike Penders, che ancora deve debuttare. Giorni fa è stato respinto dal bar dell’hotel: negli Usa l’età minima per l’ alcol è 21 anni. Un monito in caso di vittoria del Mondiale.
Riscatto
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De Bruyne e Lukaku si guardano negli occhi, si scrutano, si abbracciano e si fanno forza a vicenda nel ritiro di Renton, Stato di Washington, a una manciata di chilometri da Seattle. Quella appena conclusa non è stata “Un’ottima annata”, citando il film di Ridley Scott col solito Russell Crowe: KDB sta ancora maledicendo quel maledetto rigore - segnato - contro l’Inter che l’ha costretto a uno stop di oltre 4 mesi (lesione del bicipite femorale destro), mentre Big Rom è sbarcato negli States dopo i litigi a distanza con Conte - col quale si è scusato - e i miseri 64 minuti totalizzati in stagione. Garcia l’ha ribadito più volte: il titolare, lì davanti, sarà De Ketelaere da Bruges, schierato come falso 9. Fin qui solo sei gol in nazionale per lui. Tra gli “italiani” presenti anche De Winter, riserva, e Saelemaekers, che per l’allenatore è una sorta di Florenzi bis. La cura Rudi l’ha rigenerato.
Stella Doku
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Garcia si aggrapperà all’estro del ragazzo di Anversa. Alla voce “dribbling” c’è il volto spregiudicato di Jeremy Doku, che qualche giorno fa aveva tenuto in apprensione mezzo Paese per un problemino fisico. Niente di serio: dovrebbe guidare l’attacco contro l’Egitto. Tuttavia, c’è da dire che l’ala del Manchester City non ha ancora segnato un gol tra Mondiali ed Europei: sei presenze senza guizzi. In nazionale ha punto sette volte, di cui due contro il Kazakistan, altrettante contro il Liechtestein, poi Galles, Bielorussia e Islanda (queste ultime due tra il 2020 e il 2021). Insomma, qualche dubbio legato alla leadership c’è. L’ultimo appunto è sul caldo. I belgi, rintanati a Seattle, circondati da foreste, con temperature più miti, speravano di stare più sereni. Non proprio: il giorno in cui sfideranno l’Egitto - a mezzogiorno ora locale… - è prevista una temperatura che non si vedeva dal 1963: circa 34 gradi. Lo stadio è “scoperto”, ma ha l’aria condizionata. Meglio di niente.









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